domenica 19 marzo 2017

PUPAZZO IS A NEW TREND... (WALDO vs GRILLO)


Il nuovo spettacolo teatrale di Grillo mi ricorda tanto il personaggio WALDO di Black Mirror, esso svela il vero volto di certi cosiddetti innovatori ed aggiornatori di sistema, e lo fa con il sorriso sulle labbra, recitando come sempre.
Grillo è diventato il rivelatore dei suoi intenti, anche se tutto passa in sordina e si ride pure. 
IO SCHERZAVO... cit. Beppe grillo

Il trailer del nuovo spettacolo di Grillo è da un certo punto di vista geniale, perché appare come una parodia di se stesso, sembra di vedere lo spettacolo di un comico che fa il verso ad un Grillo qualsiasi, il tutto mentre è impegnato in politica, confondendo volutamente i due ambiti, quello reale, il politico, e quello virtuale e surreale, il comico. Una sorta di metaspettacolo autoreferenziale ben strutturato e funzionale al suo ruolo sociale.
La NETFLIX che rappresenta la nuova avanguardia transumanista per quanto riguarda i media, quella di BLACK MIRROR, tanto per intenderci, ha prodotto il vecchio pargolo della Casaloggia, e ciò non è un caso...
Le vicende di Grillo assomigliano terribilmente proprio ad un episodio di BLACK MIRROR di qualche anno fa, quello dell'orsetto WALDO che scende in politica, ma non vi racconto come va a finire, guardatelo voi, se già non lo conoscete.
Il nuovo show di Grillo è qualcosa che nessuno aveva mai osato tanto, una nuova propaganda mediatica in salsa comica, dove i ruoli si ribaltano e dove i problemi della società, al posto che essere elaborati e superati, vengono sublimati e resi irreali, quindi fatti accettare come male minore. 
Mentre un tempo a livello teatrale si usavano gli stessi paradigmi per criticare e disturbare il potere, oggi si usano per incanalare il dissenso e spostare i bersagli.



Grillo svolge questa funzione oracolare occulta, quella di far accettare i mali del mondo spingendo la massa a metabolizzarli, massa che non avrà più bisogno del conflitto sociale e di un suo risveglio, di una sua elaborazione, massa che esaurirà la propria rabbia e sconforto delegando Grillo a sublimare le loro sfighe quotidiane.
Ma a differenza di un comico normale, lui è il padrone di un partito che, anche nella realtà finge di affrontare problemi, perché il suo unico scopo è quello di SUBLIMARE e far sublimare i propri fedeli. 
Una sorta di farmaco sociale, un potente anestetico.
Un progetto molto sofisticato che viene da lontano, proprio da quei mondi che aveva inizialmente criticato e denudato, per poi diventare con il tempo lo sbirro buono, la stampella del sistema, colui che legittima l'attuale governance di finta sinistra, governance che svolge lo stesso ruolo ribaltato, nel senso che entrambe le fazioni si sorreggono a vicenda come fossero 2 colonne dello stesso tempio.

Forse per la prima volta Grillo è stato sincero, il suo ultimo spettacolo inizia con un slogan interessante, e dopo averci ricordato per l'ennesima volta, come faceva anche Berlusconi e Renzi, quello che ha costruito nella sua carriera alternativa, dopo aver affermato di non aver mai pensato di raggiungere negli anni una popolarità politica così vasta, dice alla platea festante: "MA IO SCHERZAVOOO..."
E la gente ride, ride, ride e non piange più, per la modica cifra di 30 euro, prevendita compresa.

Grillo è stato cooptato da certi mondi 10/15 anni fa, gli stessi mondi, per dire, che sono dietro alla NETFLIX e di tutta l'estetica distopica cinematografica, quelli considerati modernisti e "liberali", nuovi hipster figli dell'aristocrazia illuminata.
Il contrappasso per Grillo è stato fargli dire e fare l'opposto di quello che un tempo metteva in scena. 
ROMPI I COMPUTER??? 
Fai il ribelle ed il passatista moralista??? 
Ecco, da "grande" diventerai l'uomo del web ed attraverso questo medium inizierai quella ingegneria sociale che il potere digitale ha previsto per uno come te, ovvero, quello della nuova politica dal basso, quella senza particolari ideologie ed appartenenze, svuotata e fintamente democratica ma che si spaccia per tale, un paradigma che si imporrà sempre più nella società in futuro...
Cooptazione con l'ala futuristica/modernista del potere, quella preposta a far accettare nuovi modelli sociali alla massa, attraverso il cinema, la musica, la rete, la tecnologia, la pubblicistica, la letteratura, i gusti sessuali, ecc, ecc...
Beppe GRILLO come Waldo, ha nel nome qualcosa di simbolico ed evocativo.
Waldo curiosamente ricorda nel nome la pedagogia WALDORF di Steineriana memoria, e si presenta non a caso anch'esso nella serie tv come nuovo pedagogo distopico che incarna un nuovo modello di avatar politico. 
Quindi Waldo non è frutto di invenzione, o meglio, lo è solo in parte, perché WALDO IS REAL, mentre l'azione politica di Grillo IS NOT REAL...
Il virtuale diventa più reale del reale, più efficace ed innovativo, mentre l'apparente reale rappresenta solo la simbolica controfigura di se stesso.




giovedì 9 marzo 2017

8 MARZO TRANSUMANISTA DEL FUTURO...


Ad un giorno di distanza dalla Festa dell' 8 Marzo torna in rete una notizia curiosa del 2015.
La Cleveland Clinic promette tra qualche anno che gli uomini potranno partorire attraverso un trapianto dell'utero, studio precedentemente sperimentato su donne nate biologicamente senza o su donne che hanno l’utero malfunzionante o malato.
Accetto scommesse che tra 5 o 10 anni anni nessun uomo potrà partorire, ma ammesso e non concesso che ci possa essere la fisiologica possibilità di realizzare questo delicato intervento transumanista, scommettiamo che saranno pochi i candidati maschili desiderosi di maternità e di pancione?
Chiediamoci quindi perché venga fuori, o ancor peggio, torni fuori una notizia del genere.
Se per assurdo ciò fosse possibile, l'operazione sarebbe talmente costosa che nessuno, a parte pochi candidati, potrebbe realizzare questo surrogato materno, e poi perché non adottare qualche bambino meno fortunato, il mondo ne è pieno e ci aspettano tutti a braccia aperte, perché questa voglia di possesso per lo più artificiale, come fosse una sorta di status sociale da esibire in chiave modernista?
Capite perché il sistema TRANSUMANISTA strizza l'occhio ai diritti civili? 
Non perché li abbia a cuore, ma per fare accettare la sua agenda culturale ed insinuarsi nei cambiamenti della società cavalcandoli strumentalmente per progetti di altra natura più manipolatoria e di potere.
Quindi dovremmo iniziare a distinguere e separare i diritti civili sacrosanti, da difendere e promuovere sempre, e che riguardano l'essere umano in tutte le sue declinazioni anche non tradizionali, rispetto alle TRASFORMAZIONI artificiali imposte dal modernismo vigente, che rappresentano in realtà l'opposto della liberazione dell'individuo.

Il problema della critica è come sempre quello di non sbagliare il bersaglio, quindi non aver atteggiamento e retropensiero conservatore riguardo alle innovazioni portate da un aumento di diritti nella nostra società, come spesso purtroppo capita di leggere in rete o su certe testate giornalistiche, ma semmai comprendere la loro strumentalizzazione per altri fini opposti e differenti.
Lo stesso sistema che privatizza la sanità e fa le guerre esportando "democrazia", poi "segretamente" promuove di buon grado assurde ricerche che stridono alla logica ed al buon senso.
In realtà, il sistema transumanista è interessato a plasmare una nuova umanità, una sorta di Golem dedito al consumo e prodotto lui stesso usa e getta, come è anche interessato in un futuro prossimo alla creazione di cloni sub-umani da utilizzare come nuova forza lavoro del sistema produttivo.
Se ne parla da anni per quanto riguarda gli animali, in relazione alla clonazione di singoli organi o parti di essi per creare i presupposti di allevamenti artificiali che escludano quelli attuali ed il relativo sfruttamento inumano conseguente, ma se ne è parlato anche in ambito chirurgico in relazione alla creazione in laboratorio di singoli organi da trapiantare a pazienti con disturbi e patologie gravi.
Ma un conto è creare nuovi organi da utilizzare al posto di quelli malati, quello potrebbe essere un ottimo utilizzo di certe innovazioni mediche, altra cosa è trasformare e forzare la natura della persona fino all'inverosimile.
Una sorta di nuova realtà distopica viene quindi prospettata ed inculcata a suon di veline, bufale, mezze verità, tutte atte ad instillare nuovi processi e nuovi cambiamenti in corso d'opera.

Pensate quanti soldi potrebbero essere spesi per la sanità pubblica ed il bene della collettività, invece si fanno tagli criminali allo stato sociale, mentre vengono spesi miliardi di dollari privati e statali per portare avanti delle ricerche assurde tipiche di un sistema elitario ed esclusivo, nazista nello spirito, che in un futuro, spero lontano, assicurerà una platea di schiavi sostituendo una buona parte dell'umanità.
Nuovi nati per partenogenesi, cloni autoreferenziali saranno forse possibili, anche in relazione al salto quantico che ha fatto la scienza negli ultimi 50 anni.
Forse in futuro, dopo guerre, carestie e sciagure di ogni tipo, in un'ambiente contaminato ed ostile, la popolazione sarà diventata obsoleta e non servirà più al POTERE come sistema produttivo, quindi si educherà la massa a far accettare questo nuovo paradigma come giusto e necessario.
Una società alla Blade Runner è all'orizzonte, l'8 Marzo del futuro vedrà forse come protagonisti i nuovi gestanti maschili che grideranno "L'UTERO E' MIO E ME LO GESTISCO IO" e non per riprendersi il proprio corpo ed il proprio destino limitando le nascite, ma per sfornarne di nuove in un'ottica rinnovata consumistica e capitalista.


Togliere alle donne il loro più grande potere...???
Potrebbe essere simbolicamente uno dei motivi occulti della nostra società finto democratica che segretamente appoggia certe novità in odor di tecno santità, per quanto viste oggi come assurde ed improbabili, una tappa di un patriarcato cybertrans. Un'altra celata motivazione potrebbe essere, per osmosi, quella di rendere il maschio uno schiavo come lo era ed è ancora oggi la donna, una parità al ribasso.
Quindi non tanto banalmente una femminilizzazione sessuale di Stato, della quale al potere non importa nulla se non come primo approccio strumentale alla causa, ma piuttosto rendere socialmente il maschio una sorta di surrogato donna, che in una società gerarchica patriarcale diventa una sorta di donna bis da quote rosa, al tempo stesso rendere la donna un surrogato del maschio, dal quale apprendere solo il capolarato patriarcale assorbito in millenni di coercizione religiosa.
Quindi non tanto un mondo moderno ed auspicabilmente più femminile, più empatico, evoluto e non violento, ma un mondo dove anche la controparte tradizionale diventa anch'essa subalterna come lo è sempre stata la donna in tutte le società del mondo.
Simbolicamente tutti quanti trasmutati come "sesso debole" e non elevati entrambi a "sesso forte".
Questo paradigma una volta era incarnato dalla religione che aveva i suoi rigidi schemi dogmatici di comando, oggi, in occidente e non solo, servono strumenti più sofisticati ed aggiornati ai tempi per implementare lo stesso tipo di controllo spirituale, culturale, politico ed economico.

Per questo motivo il potere ha sempre manipolato la vera spiritualità interiore con le religioni e, laddove siano diventate retaggio obsoleto, le ha sostituite con uno scientismo dogmatico, oracolo del nuovo modernismo. Nei paesi del terzo mondo le religioni vanno ancora alla grande e gestiscono i corpi ed i divieti annessi, mentre in quello cosiddetto civilizzato, il nostro, abbiamo altri dogmi uguali/differenti. L'importante è CREDERE a qualche sovrastruttura, sia essa religiosa che scientista, e quando CREDI il tuo spirito muore perché delega all'oracolo di turno, che può essere incarnato da qualsiasi medium sociale, ideologico o culturale.
Liberarsi dal concetto sovrastrutturale che percepiamo culturalmente è una grande forma di vera spiritualità, di coscienza, di libertà e di ritrovata divinità interiore.
Partire da noi stessi per ritrovare il nostro regno interiore, ovviamente, per quanto necessario ed ineluttabile, mediando con il mondo esterno, al contrario potremmo precipitare in un delirio di onnipotenza, non essendo ancora questi i tempi maturi per una "società anarchica", ma lavorandoci giorno per giorno nel nostro quotidiano perché ciò si avveri, condizionando in positivo la giusta tensione e vibrazione.

Perché gli stessi investimenti miliardari non vengono utilizzati per curare tumori, per fare seria ricerca, invece di concentrarsi sulla trasformazione forzata dell'individuo?
Perché l'uomo che si BASTA DA SOLO, quello che teoricamente potrebbe partorire, che potrebbe replicarsi per partenogenesi, fecondandosi magari con il proprio sperma come certi rettili ancestrali, esclude un rapporto affettivo sessuale ed uno scambio di coppia (etero, omosessuale, è uguale) trasformandosi in uomo macchina produttivo, autoproduttivo, fino ad arrivare ad essere clone di se stesso?
Quale è la prospettiva, quale il miraggio di questa volontà distopica, quello della visione di un mondo declinato biologicamente solo al maschile, senza donne perché donna lui stesso in quanto capace di autoriprodursi?
Perché tanti scienziati del 3° Reich fuggirono dal nemico dopo la 2° guerra mondiale, continuando l'agenda transumanista da loro iniziata un tempo?
Perché volutamente si confondono e si mischiano ancora una volta diritti civili con prospettive artificiali?






martedì 7 marzo 2017

LA SEGRETA STRATEGIA (Intervista a Luciano Lanza realizzata da Franco Melandri)



UNA CITTÀ n. 60 / 1997 Giugno-Luglio
Intervista a Luciano Lanza
realizzata da Franco Melandri
LA SEGRETA STRATEGIA

Dopo tanti anni di silenzio la verità sulla strage di piazza Fontana forse si avvicina. Le impressionanti carte dei giudici in cui si racconta di un convegno a Roma dove tutto iniziò, di una strategia internazionale golpista, di servizi segreti tutt’altro che deviati, di una montatura contro gli anarchici architettata per tempo. Le responsabilità per la morte di Pinelli. Intervista a Luciano Lanza.
Lu­cia­no Lan­za, gior­na­li­sta e sag­gi­sta, ha re­cen­te­men­te pub­bli­ca­to il li­bro Bom­be e se­gre­ti -Piaz­za Fon­ta­na 1969, edi­zio­ni Elèu­the­ra.


-Sembra che le indagini sulla strage di piazza Fontana confermino, dopo 28 anni, quanto dissero allora gli anarchici e l’estrema sinistra: strage di stato…
In effetti, dopo tanti anni di silenzio, e grazie anche alle indagini portate avanti dall’89 al ’97 dal giudice istruttore milanese Guido Salvini, sono state confermate le pesanti responsabilità che in quella strage ebbe una parte grandissima degli apparati statali. Una parte niente affatto "deviata", ma che svolgeva il suo compito istituzionale. E’ venuta alla luce la responsabilità di uomini politici, ministri, giudici, poliziotti, servizi segreti italiani ed esteri, nel mettere in atto una "strategia della tensione", come venne chiamata allora, per impedire lo slittamento a sinistra dell’asse politico italiano. Questa strategia venne elaborata in forma compiuta dal 3 al 5 aprile ’65, all’Hotel Parco dei Principi di Roma, dove si svolse un convegno a cui parteciparono Pino Rauti -fondatore del movimento neofascista Ordine Nuovo e oggi leader del Movimento Sociale-Fiamma Tricolore-, Guido Giannettini, giornalista e agente "Z" del Servizio Informazioni Difesa, e alcuni giovani, tra cui Stefano delle Chiaie e Mario Merlino, pseudo-anarchico infiltrato nel gruppo anarchico "22 Marzo" di Roma, il gruppo dove militava Pietro Valpreda, che poi venne accusato della strage. In questo convegno (i cui atti furono pubblicati nel volume La guerra rivoluzionaria) Pio Filippani Ronconi, un docente universitario, traduttore di lingue orientali e crittografo alle dipendenze del ministero della Difesa e del Sid, tenne la relazione centrale, intitolata Ipotesi per una controrivoluzione, dove venivano teorizzati diversi livelli di organizzazione per prepararsi a contrastare il pericolo comunista in Italia.
Questo convegno fu, in pratica, l’atto costitutivo dei Nuclei di difesa dello Stato (Nds), un’organizzazione parallela a Gladio: mentre Gladio era l’organizzazione "ufficiale" di difesa territoriale in caso di invasione da parte del blocco comunista (e infatti praticamente non fece mai nulla), i Nds erano invece l’organizzazione che doveva prevenire dall’interno, e con ogni mezzo, l’avanzata del comunismo in Italia.
La "strategia della tensione" si perfezionò nel ’69, quando il gruppo neonazista di Franco Freda e Giovanni Ventura, con base a Padova, il 25 aprile mise le bombe alla Fiera Campionaria e alla stazione centrale di Milano, mentre il 9 agosto collocò dieci bombe su vari treni in tutta Italia, provocando 12 feriti. Questa stessa strategia toccò il culmine il 12 dicembre ’69, giorno in cui il gruppo di Freda e Ventura, il gruppo di Ordine Nuovo di Venezia-Mestre e il gruppo di Avanguardia Nazionale di Roma, piazzarono alcune bombe a Roma, alla Banca Nazionale del Lavoro e all’Altare della Patria, provocando rispettivamente 14 e 4 feriti, e a Milano, dove, alla Banca nazionale dell’agricoltura, il bilancio fu di 16 morti e oltre 100 feriti, mentre la bomba alla Banca commerciale italiana non esplose. Venne fatta esplodere in seguito, eliminando una prova importantissima.

-In questo fiorire di organizzazioni più o meno segrete, quale fu il ruolo dei servizi segreti?
Ci furono certamente agenti della Cia che seguirono costantemente l’attività di questi gruppi (nel gruppo di Ordine Nuovo di Venezia, ad esempio, c’era un agente Cia, Carlo Digilio, che era anche l’artificiere e l’armiere del gruppo) con un atteggiamento che il giudice Salvini ha definito di "benevola protezione", che significava lasciar fare, all’occorrenza aiutare, senza esporsi troppo. Questo mentre il Sid, ovviamente filoamericano e "ciadipendente", da una parte ci metteva del suo e, dall’altra, seguiva le indicazioni filogolpiste che prevalsero, dal ’67 fino alla prima metà degli anni ’70, nella Cia e nel Patto Atlantico. Una strategia filogolpista che aveva portato, fra l’altro, al colpo di stato in Grecia nel ’67 (in cui la Cia mise come primo ministro un suo uomo, Georgios Papadopoulos) e che nel ’73 portò al golpe in Cile. E’ questo il periodo in cui si cominciò a pensare che qualcosa del genere dovesse accadere anche in Italia, visti che il Pci continuava ad avanzare ad ogni elezione .
Torniamo alle bombe del 12 dicembre ’69, quali sono le prove che a metterle furono i fascisti?
La testimonianza-cardine è quella di Martino Siciliano, che all’epoca faceva parte del gruppo di Ordine Nuovo di Venezia. Siciliano afferma che la notte di capodanno tra il ’69 e il ’70, Delfo Zorzi, allora elemento di spicco del gruppo, gli rivelò che la bomba alla Banca dell’agricoltura non era stata messa dagli anarchici, ma era un’operazione gestita dai massimi livelli di Ordine Nuovo del Triveneto, e che gli anarchici erano stati presi come capri espiatori per la loro fama di bombaroli. Nell’inchiesta condotta dal giudice Salvini, oltre a questa testimonianza, ci sono moltissimi riscontri, che sarebbe lunghissimo ricostruire, di come e da chi, questa strategia venne messa in atto. Ci troviamo, insomma, di fronte a un grande mosaico che alla fine rivela che tutti questi attentati erano collegati fra loro e che a compierli furono gruppi neonazisti (Freda e Ventura, fra l’altro, sono stati condannati in modo definitivo per le bombe del 25 aprile e del 9 agosto), anche se all’epoca vennero attribuiti agli anarchici. Anche per le bombe del 25 aprile vennero infatti arrestati alcuni anarchici, mentre per quelle del 9 agosto il capo della squadra politica di Milano, Antonino Allegra, e Calabresi cercarono di incastrare Giuseppe Pinelli, non riuscendoci perché non avevano in mano niente.

-Ma perché gli anarchici vennero presi come capro espiatorio?
Quando si mette in campo un’attività terroristica che deve essere occultata, o attribuita ad altri, si comincia sempre scegliendo prima i possibili colpevoli, i capri espiatori. Nel piano preparato dai Nds con l’appoggio del Sid era necessario, perché i capri espiatori fossero credibili, che ci fossero due gruppi dello stesso genere, uno a Milano e uno a Roma, da incolpare . Il gruppo di Roma venne individuato in quello di Pietro Valpreda, il gruppo "22 Marzo", che, su una decina di persone contava tre infiltrati: Mario Merlino, che si dichiarava anarchico, ma che tuttavia informava Stefano delle Chiaie di Avanguardia Nazionale delle attività del gruppo, l’agente di pubblica sicurezza Salvatore Ippolito (conosciuto come il "compagno Andrea", era nel gruppo come informatore della polizia), infine, e con un ruolo più marginale di quanto egli stesso volesse far credere, c’era Stefano Serpieri, uno dei fondatori di Ordine Nuovo insieme con Rauti che, dalla seconda metà degli anni Sessanta, era anche informatore del Sid. Quelli del "22 Marzo", inoltre, si prestavano benissimo ad essere incolpati: facevano discorsi esaltanti la violenza, nelle manifestazioni cercavano di arrivare allo scontro con la polizia, lanciavano, o forse lo dicevano soltanto, qualche bottiglia molotov.
In sostanza, benché non facessero niente di più pericoloso o di più violento di quanto stessero facendo tanti altri militanti della sinistra, avevano però un’immagine violenta, che Valpreda rafforzò quando, con due giovanissimi anarchici di Milano, pubblicò il numero unico Terra e libertà, che portava in primo piano l’articolo Ravachol è risorto, assolutamente delirante e che poi venne messo agli atti nel tentativo di far vedere come le bombe rientrassero in una strategia anarchica. Per quanto riguarda Milano, invece, il gruppo su cui venne puntata l’attenzione era quello di Paolo Braschi, Tito Pulsinelli, Paolo Faccioli e Angelo Della Salvia, tutti giovanissimi, che si riunivano con due persone di mezza età, Giovanni Corradini e Eliane Vincileone, due anarchici abbastanza conosciuti nella sinistra milanese. Corradini, architetto, era considerato dalla polizia un teorico perché nel ’63 era stato il direttore di Materialismo e libertà, un giornale che fece scalpore nell’ambito anarchico anche se ne uscirono solo tre numeri. Ma soprattutto Corradini e Vincileone erano amici intimi di Giangiacomo Feltrinelli, che da tempo parlava del pericolo di un colpo di stato (e su questo fece anche pubblicare un libretto piuttosto informato, probabilmente grazie alle fonti qualificate che poteva consultare) e della necessità di prepararsi a reagire a questa evenienza. Il tentativo di colpo di stato in effetti ci fu, venne attuato dall’ex comandante repubblichino Junio Valerio Borghese, e coinvolse anche Franco Restivo, allora ministro dell’Interno, Mario Tanassi, ministro della difesa, e Mariano Rumor, presidente del consiglio.

Il gruppo degli anarchici milanesi non potè però essere accusato per le bombe alla Banca dell’agricoltura: erano stati "bruciati" con l’accusa per le bombe del 25 aprile. Il 12 dicembre, a parte Corradini e Vincileone, scarcerati il 7 dicembre (giorno troppo vicino alla strage per poter sostenere che, in cinque giorni, avessero preparato tutto), erano tutti in carcere, da cui uscirono, assolti, nel 1971. Venne così a mancare un gruppo milanese con le caratteristiche adatte a fungere da capro espiatorio.
Si tentò di rimediare accusando "Steve" Claps e Aniello D’Errico, i due ragazzi che avevano fatto Terra e libertà insieme a Valpreda. Furono infatti arrestati, rimessi fuori, riarrestati, rimessi nuovamente fuori, in una storia infinita che riempì le pagine dei giornali tra fine dicembre ’69 e inizio gennaio ’70. Alla fine vennero lasciati perdere sia perché risultarono completamente al di fuori della questione, sia perché non avevano neppure la "struttura umana" per un attentato come quello alla Banca dell’agricoltura. E’ in questo venir meno del capro espiatorio previsto che, a posteriori, si spiegano le insistenze per cercare di incastrare Pinelli, cioè l’anarchico più conosciuto nel giro della sinistra milanese.
A quel punto, infatti, poiché i colpevoli delle bombe dovevano essere degli anarchici, a Milano non rimanevano che quelli del "Circolo Ponte della Ghisolfa", cui facevano capo alcuni collettivi studenteschi e alcuni Cub (Comitati unitari di base), e che era gestito dal gruppo Bandiera Nera, di cui faceva parte Pinelli.
Il gruppo Bandiera Nera era però un gruppo di gente molto affiatata, militanti che erano anche amici fra loro e lavoravano insieme da anni, in cui l’infiltrazione era difficile. Questa avvenne a livello del circolo, che era una struttura aperta, pubblica, nella quale venivano tenute conferenze e spettacoli.
E’ in questa situazione che, il 12 dicembre, Pinelli, dopo aver giocato a carte per buona parte del pomeriggio al bar dove andava spesso, passò dal circolo anarchico di via Scaldasole, gestito anch’esso da Bandiera Nera con un altro paio di gruppi, che era la sede anarchica più aperta di Milano, il luogo "pubblico" per eccellenza, dove confluivano gli studenti. Qui trovò Sergio Ardau, un altro anarchico, e Calabresi con alcuni poliziotti. Ardau venne caricato in macchina mentre Calabresi invitò Pinelli a seguirlo in questura con il motorino con cui girava sempre. Pinelli li seguì nel penultimo viaggio della sua vita, il viaggio definitivo fu quello dalla finestra del quarto piano della questura. La verità su come Pinelli sia morto non la sapremo mai, perché gli unici testimoni sono i poliziotti che lo interrogavano. Sono loro a essere, per l’opinione pubblica ma anche per una deduzione logica, i responsabili della sua morte, sono loro che si sono contraddetti in maniera vistosa. Sono i poliziotti che non si preoccuparono, con l’unica eccezione del tenente dei carabinieri Savino Lo Grano, di scendere in cortile per vedere come stesse Pinelli, mentre invece corsero subito nelle altre stanze della questura gridando "Si è buttato". Sono tante le contraddizioni già allora emerse su come Pinelli morì, ma per il giudice Gerardo D’Ambrosio, che archiviò l’inchiesta su quella morte, non contarono.

-In tutto questo che ruolo ebbe Calabresi? Tutti concordano nel dire che fra lui e Pinelli ci fosse una certa consuetudine…
Quando Calabresi arrivò a Milano per occuparsi dell’estrema sinistra come commissario aggiunto dell’ufficio politico, ovviamente cercò dei contatti con le persone più rappresentative delle varie formazioni. Per il "Ponte della Ghisolfa", per gli anarchici di Milano, prese contatto con Pinelli, che era uno degli anarchici milanesi più anziani e rappresentativi: ex-staffetta partigiana durante la Resistenza, molto presente nei dibattiti della sinistra milanese, si era fatto conoscere, lui autodidatta, come uno dei più attenti ai nuovi movimenti sociali e culturali e come uno dei riorganizzatori dell’anarchismo milanese. A Pinelli e ai leader della estrema sinistra Calabresi si presentò come uomo di sinistra, impegnato a cambiare i rapporti fra sinistra extraparlamentare e polizia, fautore di uno spirito diverso, in linea con i tempi che stavano cambiando. A testimonianza di questi "rapporti diversi" Calabresi regalò a Pinelli il libro di Enrico Emanuelli Mille milioni di uomini. Pinelli ne fu imbarazzato e, per non rimanere in debito con un poliziotto, contraccambiò con il libro L’antologia di Spoon River, dicendoci: "Ho ricevuto un regalo, l’ho contraccambiato, quindi pari e patta".
Comunque, dalle bombe dell’agosto ’69 i rapporti cambiarono: da un lato il capo della squadra politica, Antonino Allegra, e Calabresi cercarono di incastrarlo, mentre dall’altro gli fecero pressioni per trovare in lui un confidente, o comunque qualcuno che riferisse sull’attività degli anarchici.
Da lì cominciò una sorta di persecuzione nei confronti di Pinelli. E’ rimasto famoso, perché detto in pubblico, il "Te la faremo pagare" che Calabresi gli urlò nel settembre ’69, durante un picchettaggio sotto San Vittore che chiedeva la liberazione degli anarchici arrestati per le bombe del 25 aprile. Questi erano i rapporti fra Pinelli e Calabresi che, fra l’altro, fu anche uno dei primi a sostenere la tesi che a mettere le bombe del 12 dicembre fossero stati gli anarchici.
Calabresi (con Allegra e il questore Marcello Guida) è stato poi il responsabile della detenzione illegale di Pinelli, anche se non è stato accertato se fosse o meno nella stanza quando Pinelli volò giù. In quella stanza c’era una sola persona che avrebbe potuto testimoniare contro di loro, ma è volata giù, per cui ora non resta che la versione dei poliziotti. Noi possiamo comunque dire che loro sono i responsabili, anche se questa non può essere sostenuta come verità giuridica.
Comunque alcuni elementi sono certi: Calabresi è stato una della pedine fondamentali della montatura contro gli anarchici; è uno dei responsabili della morte di Pinelli; ed è sempre Calabresi che, quando vengono arrestati i due anarchici Tito Pulsinelli ed Enrico Rovelli nell’agosto 1969, convince quest’ultimo, con minacce e promesse di favori, a diventare un informatore della polizia; è Calabresi che cede in "condominio" Rovelli (con il nome in codice Anna Bolena) a Silvano Russomanno, responsabile a Milano dell’ufficio affari riservati del ministero dell’interno. Questa era la divisione guidata a Roma da Federico Umberto D’Amato che ha rappresentato la vera centrale (con il Sid) della strategia della tensione e dei depistaggi. E perché Calabresi collabora così attivamente con l’ufficio affari riservati? Molto semplicemente perché ne è l’interfaccia nell’ufficio politico della questura. Cioè è l’uomo di D’Amato nella polizia milanese.
Parte delle responsabilità di Calabresi vennero fuori nel processo Calabresi-Lotta Continua, nel quale il commissario cercò di presentarsi come funzionario integerrimo. Certamente era uno che sapeva gestire la propria immagine, ma in quel processo si contraddisse vistosamente quando affermò che non considerava Pinelli un indiziato, mentre lo aveva trattenuto tre giorni, per il resto continuò ad affermare che con Pinelli aveva un ottimo rapporto, che non riusciva a spiegarsi il suo gesto perché probabilmente la mattina dopo sarebbe stato rilasciato, che solo una volta aveva tentato un colpo d’effetto dicendogli: "Valpreda ha parlato". In quel processo sono stati soprattutto i suoi uomini ad essere imbarazzatissimi, a contraddirsi vistosamente.

-Tirando un po’ le fila del discorso, alla luce dei risultati dell’inchiesta di Salvini sorprendono le dichiarazioni del giudice D’Ambrosio, allora incaricato di condurre le indagini, sulla non rilevanza dei dossier dell’Ufficio Affari Riservati ritrovati pochi mesi fa…
E’ difficile sapere perché D’Ambrosio abbia fatto quelle dichiarazioni. Si possono però fare delle illazioni, per esempio sull’esistenza di una lotta interna alla magistratura. Non dimentichiamoci che D’Ambrosio è il giudice che mandò prosciolti tutti i poliziotti che interrogarono Pinelli la notte in cui precipitò dalla finestra della questura, inventando la famosa sentenza del "malore attivo" e trascurando tutte le contraddittorie dichiarazioni dei poliziotti che erano in quella stanza. Non si può nemmeno prescindere dal momento storico in cui quella sentenza venne emessa. Era il 1975, cioè il momento in cui il Pci si stava avvicinando al governo. In un certo senso, non sarebbe azzardato definire la sentenza di D’Ambrosio come una sentenza da compromesso storico: salvava la figura di Pinelli, ma non andava alla ricerca delle responsabilità dei poliziotti. Salvini ha cercato di individuare tutte le responsabilità del Sid, dei poliziotti, di alcuni alti ufficiali dei carabinieri, e ha scritto, in una sua sentenza di rinvio a giudizio: "La presenza di settori degli apparati dello stato nello sviluppo del terrorismo di destra non può essere considerata deviazione, ma normale esercizio di una funzione istituzionale".
Arrivando alle conclusioni della sua inchiesta, Salvini ha scritto poi una cosa ancora più pesante: "La protezione dei componenti della cellula veneta -cioè del gruppo di Freda, Ventura e Zorzi- era un’attività assolutamente necessaria in quanto il cedimento, anche di uno solo degli imputati, avrebbe portato gli inquirenti, livello dopo livello, a risalire fino alle più alte responsabilità che avevano reso possibile l’operazione del 12 dicembre, e le ripercussioni che ne fossero derivate sarebbero state incompatibili con il mantenimento dello status quo politico del paese". Questo significa che la verità su Piazza Fontana, se fosse venuta fuori nei primi anni successivi alla strage, avrebbe compromesso l’equilibrio politico centrato sulla Democrazia Cristiana.
Oggi, a quasi 30 anni di distanza, questa stessa verità è una verità storica, ma politicamente ha riflessi irrilevanti visto che alcuni dei maggiori responsabili, come Rumor o Restivo, sono morti o sono fuori gioco. L’unico che è rimasto sulla scena è il sempiterno Giulio Andreotti, travolto però da problemi di mafia. In ogni caso, ora che Salvini ha depositato la sentenza di rinvio a giudizio e il caso non è più suo, non so quanto verrà salvato della sua inchiesta. Non so quanto il giudice D’Ambrosio, che coordina i due pubblici ministeri che seguono ora il caso (Grazia Pradella e Massimo Meroni), sia disposto a rimettere in discussione una vicenda in cui lui stesso è stato coinvolto e in cui è stato coinvolto anche il Pci. Rispetto alla strage, alle indagini e alle sentenze che ad essa sono seguite, resta comunque un interrogativo cui non si può, per ora, dare risposta, ma che tuttavia è ineludibile: quanto sapeva della strage di piazza Fontana l’allora principale partito d’opposizione, il Pci, oggi Pds? Molto, certamente, ma quanto?
Fino a che punto la paura delle bombe, del colpo di stato, ha ammorbidito l’opposizione del Pci?
Fino a che punto questa paura ha portato a proporre il compromesso storico e ad accettare poi il consociativismo?
La risposta è solo negli archivi di via delle Botteghe Oscure, impenetrabili come quelli del Vaticano.

http://www.unacitta.it/newsite/intervista.asp?id=184



martedì 28 febbraio 2017

NAZIONALSOCIALISMO ESOTERICO (Studi iniziatici e misticismo messianico nel regime hitleriano) di Marco Dolcetta


Marco Dolcetta
NAZIONALSOCIALISMO ESOTERICO
Studi iniziatici e misticismo messianico nel regime hitleriano


Le origini della razza e l’ideologia segreta
Le differenti componenti che sottointendevano l’ideologia occulta del Nazionalsocialismo non sono mai state apertamente dichiarate né se ne è mai avuta una visione sincretica e completa. L’unico momento storico-culturale del Nazionalsocialismo al potere in cui si è cercata questa sintesi è stato il decennio che va dal 1935 al 1945, a Wewelsburg, il castello dell’Ordine SS, all’interno della sezione Ahnenerbe sotto il comando di Heinrich Himmler.
I teorici appartenenti a questa sezione «culturale» delle Waffen SS erano Herman Wirth, Karl Maria Wiligut (alias Weisthor), Hans Horbiger, Friederich Hielscher (alias Bogumil o Bogo), e ancora Ernst Schäfer e Otto Rahn. Non è semplice ricostruire il puzzle del sistema ideologico, scientifico, magico e divinatorio del sistema Ahnenerbe. Negli anni più recenti sono stati pubblicati numerosi libri su Himmler e le sue SS, ma, nella maggior parte dei casi, è evidente un certo riserbo degli autori nell’affrontare le ambizioni politico-culturali di Himmler, nonostante queste ultime abbiano rappresentato un riferimento di notevole importanza non solo per la storia delle SS, ma anche per quella delle idee nazionalsocialiste.
Questa emblematica lacuna, ovviamente, non è imputabile a una penuria di fonti né sembra motivata da un disinteresse della ricerca, ma pare riflettere la direzione di un particolare principio storiografico. Dopo il 1945, infatti, appariva più importante rendere visibili le strutture del dominio nazionalsocialista e i meccanismi che lo resero efficace piuttosto che evidenziarne l’aspetto spirituale. In questo modo ci si limitò raccontare la storia dell’organizzazione e delle istituzioni, senza approfondire in che misura l’ideologia del Nazionalsocialismo avesse contribuito a formare le strutture interne ed esterne dell’apparato di dominio. Perciò è indispensabile, per una valutazione obiettiva delle gerarchie del Terzo Reich, la comprensione del cosiddetto Führerprinzip, strettamente legato alla concezione nazionalsocialista del mondo. La ricerca ha spesso ignorato di conoscere fino a che punto le massime del Nazionalsocialismo, ritenute dai critici vuote e prive di contenuto, avessero rappresentato un sommario del patrimonio di idee nazionalsocialiste ed etnico-tedesche degli ultimi cento anni e quanto esse, per la loro origine storico-spirituale, dovessero essere prese sul serio.
Uno dei temi fondamentali del pensiero e della ricerca delle Ahnenerbe era quello della dottrina della razza: nonostante venga tuttora considerato la parte culturalmente più debole degli studi portati avanti dall’associazione (si tratta di una dimostrazione forzata, da un punto di vista scientifico e storico, della legittimazione del razzismo ariano più rigido e intransigente), il concetto di razza su base biologica fu una delle componenti fondamentali della dottrina, anche se Himmler e i suoi uomini si mostravano soprattutto interessati a una definizione spirituale del razzismo ariano. Tutta la componente esoterica non derivata dalle tradizioni primarie (Sciamanesimo, Induismo, Islamismo, Germanesimo) venne quindi presto ripresa da una nuova sintesi di pensiero di chiara ripresa teosofica: le teorie della Blavatski (vedi qui a p. 21), incentrate sul principio di mediazione tra il divino e l’umano, acquisirono da subito diritto di cittadinanza nelle pubblicazioni e negli insegnamenti esoterici delle SS.

Il termine Ahnenerbe (‘Eredità Ancestrale’) può risvegliare, a primo impatto, idee di un vago romanticismo: interpretazione non del tutto errata. Al contrario di quanto si pensi, non fu Heinrich Himmler a coniarlo. Esso proveniva dal repertorio spirituale dell’ideologo etnico Herman Wirth e presupponeva la ripresa, sul piano pratico e ideologico della vita quotidiana nazionalsocialista, del mitico mondo degli avi germanici. Eppure Wirth non fu il primo a parlare di Ahnenerbe. Già nel 1928 un’associazione omonima, un’«unione di aiuto in genealogia araldica», offriva i suoi servizi a tutti i tedeschi incensurati, per allacciare «al di là delle solite mete delle associazioni di tipo puramente genealogico, il legame necessario tra le ricerche genealogiche e la genealogia con la eugenetica, la genetica e la cura razziale». Nel 1936 prese vita una collana di scritti: Eredità degli antenati, lettura per l’insegnamento del tedesco e della Storia.
La parola Ahnenerbe corrispondeva, in senso più vasto al vocabolario etnico di quell’epoca, all’autosollevamento nazionale che riuscì ad esprimersi all’estero unicamente nel Terzo Reich. Poi la parola divenne parte integrante del pensiero nazionalsocialista, anche se non fu mai termine d’uso per la maggior parte dei tedeschi. Ma, a ragione, Martin Broszat, direttore dell’Istituto di Storia Contemporanea di Monaco, la abbinò alla già proverbiale espressione «Blut und Boden» (‘sangue e suolo’), inserendola storicamente nell’«arsenale di fraseologia nazionalsocialista» e Walter Darré, ministro dell’Agricoltura del Terzo Reich, scriverà Nobiltà di sangue e suolo ispirandosi ai giuramenti magici che risalivano alle saghe nibelunghe.
La comunità per ricerche e insegnamento «Das Ahnenerbe» risale quindi al 1935. Si presentavava come una società dotta che su ordinamento di Himmler si dedicava prevalentemente allo studio della protostoria germanica. Ciò determinò il carattere profondamente politico di tale associazione, che già prima della guerra contribuiva insieme alle SS e alla polizia a disseminare le basi del terrore nazionalsocialista.

1935: le origini delle SS Ahnenerbe
Alla fine del giugno 1935, quando il cancelliere Adolf Hitler invitò a Berlino il movimento nazionalsocialista di Monaco per festeggiare la copertura del tetto del Haus der deutschen Kunst (Casa dell’arte tedesca), accadde un evento molto significativo per la politica culturale del Terzo Reich. La prima mostra, fortemente voluta dal Führer, si doveva svolgere sotto il motto «Mille anni di arte tedesca». Tra i numerosi ospiti d’onore mancava il capo delle SS del Reich, Heinrich Himmler, e questa clamorosa assenza era pienamente giustificata non tanto perchè l’indomani egli avrebbe dovuto inaugurare la Grande Scuola per i capi delle SS a Brunswick, quanto perché l’1 luglio, negli uffici delle SS, avrebbe dovuto fondare, con sei persone d’idee affini, l’Associazione di Studi per Preistoria Spirituale «Deutsches Ahnenerbe».
La Società Ahnenerbe precede di molti anni la fondazione delle SS Ahnenerbe. Era un gruppo di studio legato al conservatorismo tedesco nell’ambito dell’archeologia, della poesia, della filologia e delle scienze linguistiche e delle tradizioni germaniche, nel tentativo di identificare e riesumare una linea di Germanesimo puro e ancestrale. Himmler se ne interessò moltissimo, ma all’inizio fu ,per così dire, snobbato da questi studiosi. In seguito, con la presa del potere da parte dei nazionalsocialisti, fu però in grado di cooptare la Società facendola divenire una delle sezioni delle neonate SS, divenendone il tutore politico, e reindirizzandone gli sforzi scientifici in maniera più funzionale all’espansionismo aggressivo del nuovo regime. Così Himmler, che nella struttura di potere del Nazionalsocialismo era uomo d’ordine e di polizia, introdusse nel neonato Ordine le componenti spiritualistiche e superomistiche sconosciute, perlomeno in forma consapevole, ai nazionalsocialisti della prima ora.

Le Ahnenerbe mantennero indubbiamente un primato, per ampiezza di ricerche e sforzi profusi nel sostenerle, rispetto alle altre due componenti culturali del Nazionalsocialismo: quella di Alfred Rosenberg, cioè la Sezione culturale del Partito Nazionalsocialista, e quella di Joseph Goebbels e del suo apparato di propaganda. Queste due associazioni ebbero indubbiamente grandissimo impatto e visibilità all’interno dell’intero sistema, ma non di certo la profondità di campo e la visione storica degli studiosi assoldati dalle Ahnenerbe. Le Ahnenerbe funzionarono dunque e sempre come un vero e proprio Ordine esoterico, Ordine che non aveva alcun interesse ad apparire a livello di comunicazione di massa. Se ne guardarono bene, sia durante gli anni del regime, sia durante i lunghi decenni del dopoguerra in cui continuarono ad operare di nascosto.
L’incarico di coordinare le ricerche alla fondazione delle Ahnenerbe venne conferito da Himmler direttamente a Herman Wirth (1885-1981), poeta e letterato amburghese che, appassionato della cultura nordica riprese la tradizione dell’Edda, reinterpretandola in chiave nazionalsocialista, e si interessò allo studio e all’interpretazione delle rune. Wirth, sotto indicazione di Himmler, che voleva aprire le Ahnenerbe alla magia operativa accentuandone il carattere di vera e propria setta iniziatica, fu affiancato dall’austriaco mago e astrologo Karl Maria Wiligut, in arte Weisthor, che si dedicava principalmente alla pura divinazione e alla magia nera. Egli era in contatto con la Loggia del Vril a Berlino e con Aleister Crowley a Londra, e millantava addirittura una discendenza eroica e semi-divina. Wiligut creò una serie di nuovi simboli nazisti che avrebbero dovuto sostanziare esotericamente la potenza degli eletti: a lui si attribuisce la creazione dell’anello delle SS e di una serie di altre suppellettili e fregi iniziatici. Ma l’astro di Weisthor era destinato a tramontare in un clima di congiura cui non fu estranea l’influenza del filosofo italiano Julius Evola. Quest’ultimo odiava a morte Weisthor, perché costui gli aveva precluso l’ammissione nelle Ahnenerbe tra il 1939 e il 1940, criticandolo, sia nelle sue pubblicazioni sia nelle conferenze che aveva tenuto a Berlino, in quanto troppo filo-romano, quindi latino e potenzialmente antigermanico. Evola lo ripagò facendo giungere a Himmler la notizia che Weisthor aveva fornito dati falsi nel suo giuramento di ammissione alle SS (in realtà la sua città natale sarebbe stata Bolzano e non Vienna), e Himmler se ne ebbe talmente a male da espellerlo dalle SS, condannandolo all’oblio (e alla follia, che presto lo assalì). Da quel momento fino alla fine della guerra, data dello scioglimento ufficiale dell’Ordine, capo delle SS Ahnenerbe fu Himmler stesso.
Altro personaggio di grandissima influenza nelle Ahnenerbe, e destinato a salvarsi al Processo di Norimberga (al quale fu solo convocato come testimone), è Friederich Hielscher, che in molte foto ufficiali di manifestazioni dell’Ordine Nero vediamo, unico tra i membri, non in divisa. È a Hielscher che si deve, come testimoniato da Ernst Jünger nei suoi diari di guerra, la codificazione di una vera e propria ritualità religiosa e iniziatica delle Ahnenerbe. È lui, secondo molte fonti dirette, il vero «Grande Falconiere», il vero ispiratore della politica culturale di Himmler e delle Ahnenerbe.

La vita a Wewelsburg
Nel 1934 Himmler scelse, come sede dell’Ordine delle Ahnenerbe, il castello in rovina di Wewelsburg, nel Nord-Ovest della Germania. Rivisitando in chiave strettamente germanica la tradizione cavalleresca del popolo dei Franchi, egli decise di farlo restaurare sull’esempio del simbolico castello di Re Artù, restauro che consistette, ovviamente, anche nell’inserimento di tutta la simbologia ripresa dal nuovo Ordine iniziatico, come l’antichissima icona della Schwarze Sonne (‘Sole Nero’), che da allora è uno dei simboli più ripresi dalle correnti esoteriche di destra. Particolare rilievo assunse la collocazione geomantica del castello, che aveva la forma di una freccia diretta verso Est, e che si considerava parte di una rete di monasteri e castelli di matrice benedettina, collocati in posizioni simboliche importanti (come nel caso di Montecassino).
I dodici principali leader delle Ahnenerbe si riunivano nel castello di Wewelsburg, e avevano ciascuno una propria stanza. La simbologia numerica ripresa nelle loro riunioni, in cui si traevano auspici e vaticinii dalla lettura delle volute di fumo di fuochi rituali, voleva riproporre il cerchio dei Dodici fedelissimi della Tavola Rotonda arturiana. Himmler stesso si propose come reincarnazione di Enrico I (il sovrano che nel 1936 avrebbe simbolicamente compiuto mille anni e che Himmler fece rievocare con importanti cerimonie ufficiali).
A Wewelsburg, isola cattolica in terra protestante, il capo delle Ahnenerbe voleva selezionare la nuova élite dei suoi fedeli SS: non più solo guardie del corpo, così come erano nate, ma qualcosa di più, di differente. Secondo lui, Wewelsburg era destinato a diventare il centro non solo geografico e ideologico dell’Impero, ma anche del potere del nuovo mondo, se a guerra finita i vincitori fossero stati tedeschi.
Quello che oggi resta da vedere sono solo alcune testimonianze di questo diverso sistema di vita: piatti, brocche, posate con rune e svastiche incise. Ma in questo particolare castello-museo, qualcosa di più inquietante è rimasto: il Valhalla, il sotterraneo voluto dallo stesso Himmler. Dodici piedistalli su cui stavano ritte dodici SS. Lo stesso numero, magico, è quello dei dodici iniziati seduti al piano di sopra. Dodici mesi, dodici discepoli, dodici ufficiali-comandanti a Wewelsburg. E uno, l’unico non in divisa militare: Hielscher.


La struttura iniziatica delle Ahnenerbe
Non vi era, perlomeno ufficialmente, un vero e proprio rituale di iniziazione per entrare nelle SS Ahnenerbe. Il circolo più interno di questo Ordine, comunque, era costituito da non militari, cioè da una rete di scienziati e di esoteristi preesistente al Nazionalsocialismo (e che avrebbe continuato ad operare anche in seguito). Ovviamente vi erano vari livelli di appartenenza all’Ordine, e non sempre le persone di maggiore spicco erano quelle più visibili, o quelle che indossavano una divisa delle SS. Si poteva far parte delle Ahnenerbe in quanto studiosi di materie umanistiche, scienziati, linguisti o anche come tipografi: i libri dell’Ordine venivano stampati infatti solo in poche e selezionatissime officine tipografiche abilitate, con procedimenti speciali di cui rimane oggi traccia solo in alcuni filmati d’archivio. Come abbiamo visto con Friederich Hielscher, si poteva avere un ruolo importantissimo nell’Ordine pur non appartenendo ufficialmente a nessun grado militare. Si può dunque ragionevolmente parlare di un gruppo esoterico-iniziatico «a monte» dell’intero processo scientifico di ricostruzione delle matrici ancestrali, un gruppo di cui la SS Ahnenerbe sarebbe diventata poi un’espressione storica e militare. Alcuni membri della Ahnenerbe, ad esempio, non erano neppure iscritti al Partito Nazionalsocialista.
Della cerchia più ristretta dell’Ordine facevano parte Heinrich Himmler, Ernst Jünger, Armin Moehler, Friederich Hielscher, Wolfram Sievers, Karl Maria Wiligut detto Weisthor, il professor Havenbeck, Herman Wirth e Otto Rahm. Vi era poi la struttura ufficiale, di carattere militare, seguita da una amministrativa e logistica, che organizzava e gestiva le missioni di studio, l’acquisizione di libri e di reperti archeologici. Le missioni erano supportate da giovani ufficiali e altri militari, ma di fatto erano organizzate e programmate dagli studiosi delle varie discipline. La scelta delle Ahnenerbe ricadeva ovviamente su studiosi particolarmente vicini al Nazionalsocialismo, ma quando il valore della persona era particolarmente rilevante non si escludeva la possibità di fare ricorso a scienziati del tutto estranei alla politica del regime.
Per quanto riguarda invece la cerimonia della «prima iniziazione», di certo si sa che si bevevano gocce del sangue di Hitler, o di altri leader, «potentizzate» secondo gli insegnamenti di Steiner, amico di Rudolf Hess. Tramite procedimenti speciali, come poteva essere l’uso di acqua distillata «potentizzata», si riusciva infatti creare una magica comunione con la natura, che Faust e gli alchimisti già utilizzavano per attirare, ammaliare, o repellere gli altri esseri, umani e non.

Dai documenti segreti di cui si è in possesso si attesta che nel Valhalla, in questa stanza sotterranea nella biblioteca del museo, avveniva una cerimonia, inparticolare «La Prima Cerimonia dell’aria soffocante». Qui dodici militari sull’attenti davano fuoco, a ogni cambio di stagione, a una bandiera (molto probabilmente una delle bandiere che Hitler battezzava simbolicamente con il sangue), unita a quella dei primi morti del Nazionalsocialismo. Il battesimo delle bandiere era un rito di unione con il sangue collettivo: tutti partecipavano. Qui, secondo un vecchio rito taoista, i dodici militari e i dodici segreti che stavano al piano di sopra, leggevano, vaticinando il futuro, le volute di fumo che passava attraverso la grata forma di svastica del soffitto del sotterraneo. Qui si sedevano i dodici iniziati: Himmler, Hieschler, Taubert, Weisthor, Wirth, e altri. Ma purtroppo non sappiamo molto delle loro attività.
Molti di questi riti iniziatici presupponevano l’uso delle rune. Nel Nazionalsocialismo l’oracolo delle rune fu sostenuto, all’interno dell’Ahnenerbe, soprattutto da Wirth e dal professor Havenbeck, i quali prediligevano l’aspetto nordico dell’occulto (mentre Hieschler era un grande conoscitore dell’Oriente). Quello che risulta è che anche le SS utilizzavano le rune per sviluppare un sistema di meditazione di Yoga Runico.
Le rune corrispondono ai Chakras, le ruote, i centri occulti di energia che sono dentro di noi, paralleli agli organi fisici ed erano fondamentali per la creazione del Sonnenmensch, l’uomo-sole, per il passaggio dall’Uomo al Super-uomo. L’uomo eterno. «Questa è gente immortale nel vero senso della parola. Sono i morti viventi. Sono passati attraverso la morte mistica», disse Himmler presentando a Rosenberg alcuni membri dell’Ahnenerbe, a Wewelsburg, nel 1937.
Le altre anime delle Ahnenerbe
Tra i componenti delle SS Ahnenerbe, una delle figure di maggior richiamo era sicuramente «l’anima romantica» di Otto Rahn, che dedicò gran parte dei suoi studi alla rivalutazione dei miti dei Catari, dei Templari e del Santo Graal. Fu lui a suggerire ad Hitler di portare nel sotterraneo del talario del Partito di Norimberga, il giorno dell’Anschluss, la lancia di Longino: apparteneva al tesoro degli Asburgo e si diceva che fosse la lancia che trafisse il costato di Cristo, e che si bagnò del suo sangue. Fu ritrovata, per puro caso lo stesso giorno in cui Hitler si uccideva a Berlino.

Ma chi era il vero regista di tutto il sistema?
Così come lo scrittore occultista Dietrich Eckart, negli anni Venti, scrisse di Hitler: «Lui canterà e ballerà, ma io ho scritto la musica...», tante testimonianze reticenti, ma fortemente allusive, conducono a un nuovo personaggio: Friederich Hieschler, il «Bogo» dei racconti del suo amico del cuore Ernst Jünger. Nel libro Le scogliere di marmo, il personaggio di Bogo è alla pari, se non superiore, a quello di Kniebolo, che poi è Hitler stesso. Bogo è la figura misteriosa che suona Bach all’organo, quando tutto è finito, come lo descrive Marc Auger, il tenente Saint-Loup della SS Charlemagne, a cui Bogo aveva confidato nel 1951, che la rivelazione del grande segreto del Graal sarebbe apparsa da un contenitore del ghiaccio austriaco di Zillerthal: i ghiacci, cioè, si sarebbero sciolti quando, dopo cinquant’anni dalla morte di Hitler, ci si sarebbe resi conto che era lui il vero vincitore, quando l’Unione Sovietica avrebbe ceduto e tutto l’Occidente ne sarebbe stato sconvolto. Hielscher era il Re del Mondo, colui che in abiti civili avrebbe comandato tutte le armate per il cambio dei tempi: le armi falliranno, ma l’idea dopo vincerà: parola di Ernst Schäfer (1938).
Il periodo che va dal 1935 al 1939 fu una stagione densa di ricerche, pubblicazioni per la costruzione e il consolidamento di un potente sistema ideologico-dottrinario. Lo scopo ultimo era creare il Sonnenmensch, l’uomo-sole immortale, ed Erfurt, Bad Tolz e Wewelsburg furono i castelli dell’Ordine dove Hielscher e il suo braccio destro Himmler, assieme ai vari luogotenenti, compirono la Grande Opera. Dopo il 1931 l’adempimento di tali funzioni divenne il vero impegno dell’associazione Ahnenerbe. Dalla minaccia del terrore alla sua applicazione il passaggio, sappiamo, fu breve: l’associazione di ricerca fece esperimenti con detenuti e provocò la deportazione di singoli ebrei in campo di concentramento, entrando così nella sfera del crimine reale. Fu proprio in questo momento che la società delle SS Ahnenerbe si trasformò in uno degli strumenti più sicuri della dittatura criminale di Hitler.
Fino al 1939 Otto Rahn riceveva finanziamenti e appoggi per la sua ricerca del Graal, in Francia, al Montsegur, ed Ernst Schäfer andò in Tibet dal Dalai Lama per creare un fantasmagorico Erbario delgli altipiani tibetani. Entrambi rifiutano il loro ruolo di vere e proprie spie sia in Francia sia in Tibet. Rahn scompare – suicidatosi? – Schäfer cerca di farsi dare una missione in Sudamerica sul lago Tihuanaco. Lo scoppio della guerra si direbbe prematuro nel piano elaborato da Hieschler. Nei primi anni svolge un continuo andirivieni con Parigi, dove poi dà incarico al suo amico e discepolo Ernst Jünger di insediarsi coadiuvato dal fedelissimo Stubert. Qui ricontatta i vecchi amici dello scomparso Rahn. I francesi Marques-Rivière e Guyedan de Roussel, che erano insieme a Rahn nella setta guenoniana dei Polari, diventano così i più validi collaboratori dei tedeschi nella campagna anti-massonica in Francia.

Hielscher era un grande nemico della Massoneria di rito scozzese che considerava degradata in quanto egualitaria e democratica. Il grande progetto fu così interrotto dalle sorti della guerra. Hitler è ormai in difficoltà. Il gruppo di Hieschler tentò un colpaccio: inviò il numero uno della Società Thule bavarese, Rudolf Hess, a trattare pace con i suoi referenti inglesi dell’altro suo gruppo segreto, la Golden Dawn, nocciolo del Partito Nazionalsocialista: la Loggia berlinese del Vril. Quello che avrebbe dovuto essere un incontro, si rivelerà, invece, un vero e proprio scontro. Hess restò in galera, Heydrich, altro delfino di Hieschler, capo della SD, Gestapo ed Interpol, il «Boia di Praga», venne ucciso dagli inglesi. Hieschler capì che lo scontro era insostenibile: la resa dei conti fu rimandata. Diminuirono le sue apparizioni in pubblico. Nel 1943 andò a Parigi, poi ancora a Wewelsburg. Nel 1944 scomparì per poi riapparire a Norimberga a guerra finita. Ma l’attività di Wewelsburg e degli altri centri dell’Ordine s’interruppe e i documenti andarono perduti in un incendio che però si diceva avesse bruciato solo «paglia, fieno e altre cose inutili». Il tesoro dell’Ahnenerbe si sparpagliò nel mondo intero: Germania, Austria, Spagna, Islanda e Sudamerica.
Solo due italiani risultarono, dai documenti custoditi nel museo, come ospiti ufficiali delle SS Ahnenerbe di Wewelsburg: Julius Evola e il capitano fiorentino delle SS italiane, Leale Martelli. Evola era molto vicino a questi ambienti, ed era l’unico intellettuale italiano ben visto nonostante il suo fanatismo enfatico per l’imperialismo pagano di Roma. Il suo pensiero era di gran lunga più affermato in Germania che in Italia. Leale Martelli, ha lasciato di sé un documento difficilmente reperibile (vedi qui a p. 268): non è un testo occulto o esoterico bensì un manuale semplice e dettagliato dell’ideologia delle SS italiane. La formazione politico-militare della nuova Europa, stampato a Como nelle ultime ore di guerra, è un testamento allucinato e allucinante, un inno di non arrendevole necrofilia e al totale distacco dalla realtà. Ricorda l’inquietante sentimento di un determinato amor mortis come quello di Krimilde, nella saga dei Nibelunghi, dopo la morte di Sigfrido. La copertina di questa pubblicazione riporta la svastica alla rovescia.

Quello delle cosiddette «radici occulte del nazionalsocialismo» è un campo di studio talmente vasto da finire per assomigliare un po’ a un labirinto, in cui è possibile fare sempre nuove scoperte. La pubblicistica di settore ha già sviluppato parecchi degli spunti che in questo labrinto è possibile trovare. Altri, forse, saranno qui trattati per la prima volta. Tra gli argomenti che finora non sono stati sufficientemente approfonditi vi è quello che potremmo definire del «germanismo psichedelico», intimamente legato alla riscoperta di forme pagane di religiosità. Protagonista principale di tale riscoperta fu proprio l’organizzazione delle SS, nel suo preciso disegno di ricostruzione delle radici «pure», pre-cristiane, della Germania e del suo popolo. La religione considerata «ariana» per eccellenza era il wothanismo, ed era dunque al wothanismo che bisognava tornare. Per evocare il dio Wothan era necessario, all’interno di un complesso rituale, assumere sostanze psicoattive, che si supponeva fossero in grado di conferire poteri psichici (in particolare di preveggenza e possessione) estremamente raffinati. Da qui l’interesse costante mostrato dalle SS per il recupero dell’antica sapienza botanica delle popolazioni ariane. La diffusione degli Arii in tempi antichi ha interessato un’area assai vasta, che partiva dall’Islanda e dall’antica Groenlandia («L’Ultima Thule») e giungeva, passando tra l’altro dal Nord della Germania, fino alla Turchia. Jacques de Mahieu ha ipotizzato che popolazioni germaniche siano anche sbarcate in America prima di Colombo, spingendosi fino al Mato Grosso e all’Amazzonia. Secondo alcune ipotesi sarebbero stati questi esploratori i primi a scoprire le proprietà psicoattive di alcune erbe utilizzate nello sciamanesimo.

Il partito nazionalsocialista finanziò dunque parecchie spedizioni, tanto nell’area latino-americana quanto in quella indiano-tibetana, che partivano alla ricerca delle autentiche ed originali droghe sacre della tradizione. Droghe come lo yagè, una resina estratta da liane di alberi che, tra gli altri effetti, avrebbe quello di permettere il passaggio di personalità tra due individui che non si conoscono. Un prezioso documento di questa attività sotterranea sono i filmati di animazione di Fritz Arno Wagner. Ex-direttore della fotografia di Fritz Lang, in questi filmati Wagner rappresentava le esperienze psichedeliche fatte dalle SS durante le spedizioni in Tibet, Sudamerica e India. Nei filmati venivano introdotti anche dei messaggi subliminali, con una tecnica che verrà ripresa da Kubrick in Arancia Meccanica, rappresentanti tutto quanto di buono e desiderabile vi poteva essere in Germania (bambini, contadini al lavoro, ecc.).
L’Ahnenerbe portò avanti anche altre ricerche in campo botanico. Alcune di esse, sul territorio germanico, erano volte al recupero delle coltivazioni di un particolare tipo di mela da cui era ricavato l’idromele, la bevanda sacra a Odino. Altre, all’estero, si interessavano di sostanze psicoattive utilizzate in rituali sciamanici e in grado di conferire poteri psichici, il più importante dei quali era quello di possessione di corpi altrui. Lo stesso Himmler, in una lettera a Sievers del 1942, dimostrerà di dare grande importanza a questo tipo di poteri affermando che, se la guerra fosse stata persa, i tedeschi avrebbero potuto ancora trionfare «possedendo» i loro nemici.


Tibet, India e radici esoteriche del Nazionalsocialismo
Molte furono le correnti ideologiche e mistiche di cui il Nazionalsocialismo si propose come elemento di sintesi. Ma la potenzialità del Sacro non era certo contenibile in un sistema gerarchico con delle divise e una semplice e rozza valenza di espansione. 
Mentre la stretta alleanza con il mondo islamico, che ha la sua espressione nella presenza a Berlino, per tutta la guerra, di Hayamin Husseini – il Gran Muftì di Gerusalemme – è soprattutto di tipo strategico, ben più profonde ed interessanti, dal nostro punto di vista, sono state le relazioni tra Nazionalsocialismo (non a livello di massa ma di ricercatori ed intellettuali) e religioni orientali: Buddhismo, Induismo e Taoismo.
Husseini rappresentava la sintesi già esistente, nella tradizione del mondo arabo, fra leader spirituale e politico. Si rivelò un buon elemento di propaganda e un astuto politico nella sua tattica di spostamento ciclico tra Italia e Germania. Lo hanno rilevato già dal punto di vista storicistico sia Coglia sia De Felice. Husseini rappresentava per il Nazionalsocialismo una sorta di «cugino ideologico» e anche, come spesso accadeva, un ottimo tramite per amplificare ideologie e creare basi e presupposti logistici nei territori controllati dalle forze britanniche. Dal punto di vista strettamente militare la più bizzarra delle formazioni SS fu la XIII Waffen Gebirgs Division, la Handschar, formata, nell’agosto 1943, da reclute musulmane di Croazia e Serbia. In questa divisione confluirono la Kama e la Skandenbeg albanese, il cui compito era stato quello di combattere i partigiani di Tito: avevano compiti tattici simili a quelli dei cosacchi nell’unione Sovietica, che arrivarono a fine guerra sino in Italia. «Mi affascinarono quando li vidi, da piccolo, a Gorizia, con i loro cavalli e colbacchi», ha raccontato recentemente Claudio Magris.

Fervente illustre tradizionalista fu poi Subbas Chandra Bose, che lavorò a stretto contatto con Husseini e con i giapponesi. Il suo legame con l’Italia passava attraverso l’ISMEO (Istituto di Studi per il Medio ed Estremo Oriente), nella persona del suo maggiore esponente, lo studioso Giuseppe Tucci, il quale viaggiò moltissimo in India e in Tibet, e per questo considerato, come Fosco Maraini (padre di Dacia), in Giappone, il commissario-culturale, l’ambasciatore «occulto» italiano, in Oriente. Bose, nato a Calcutta, fu un rigoroso sostenitore dell’interpretazione tradizionale vedica delle caste e dell’origine polare della razza ariana, d’accordo con il filosofo Otto Tilak. Era anche un fervente devoto della dea Kali (la Devi nera della distruzione che rappresenta la madre che mangia i suoi figli, alla fine del ciclo dei tempi). Bose ebbe una giovane biografa greco-francese, tale Savitri Devi, che a piedi scalzi e con lo sguardo rapito divulgò per anni i dettagli della sua vita (oltre a testimoniare quanto Hitler fosse affascinato dall’Oriente, da cui ricavò l’interesse per la dieta vegetariana).

L’Induismo filo-tedesco fu qualcosa di molto serio e radicato, non solamente riconducibile a fenomeni di moda. Con la scomparsa di Bose si accentuarono i legami con la filosofia orientale. Di fondamentale importanza era il parallelismo esistente fra la concezione della vita e della morte, fra tantrismo del culto di Kali in India – soprattutto nella zona limitrofa a Calcutta – e la venerazione implicita in ogni espressione simbolica del Nazionalsocialismo. Bose era molto stimato da Nehru e da Gandhi, che diffidavano di lui solo per il connaturato senso asociale e non-costruttivo di quella ideologia che derivava dal culto «nero», di magia tantrica «della mano sinistra», che riservava alla dea Kali.
Così lui e Tilak vennero estromessi dal movimento pacifista nazionalista indiano: il Partito del Congresso. Su una cosa però concordavano – e questo fu un tema di grande suggestione portato avanti da Bose e che lo avvicinava molto ai giapponesi: la sua avversione nei confronti della cultura occidentale in generale, considerata decadente, egualitarista, antielitaria anche nelle sue espressioni imperialistiche, soprattutto le più insinuanti e melliflue come ad esempio le campagne di «conversione» da parte dei gesuiti, equiparate al Demonio, il vero nemico, metafisico, degli ambienti più chiusi del mondo induista, taoista e buddhista.
Ernst Schäfer era figlio di un importante industriale di Amburgo. Ornitologo, era intenzionato a studiare soprattutto il Tibet. Già nel 1930-32, da studente, e poi nel 1934-36 aveva partecipato alle spedizioni dell’americano Brook-Dylan. Quando nel 1937 si preparava per la successiva spedizione in Tibet ebbe una proposta da Himmler di lavorare con Wust e Sievers per lo sviluppo della razza ariana nel progetto Ahnenerbe. Si discusse la spedizione in Tibet nell’ambito del progetto Ahnenerbe sotto la guida di Himmler. Schäfer, nonostante non fosse affatto contrario al Nazionalsocialismo, era troppo cosmopolita, grazie alle tante esperienze all’estero, per accettare qualsiasi ordine nazionalista. Vedeva la proposta di Himmler con un certo scetticismo. Si fece però convincere che in tempi di una dittatura nazionale, l’appoggio del Reichführer-SS per viaggi di ricerca all’estero fosse una condizione per riuscire a realizzare il progetto. 
Presto però nacquero tensioni personali tra Schäfer da un lato e Sievers e Wust dall’altro. 
Inoltre ci furono problemi finanziari che sembravano irrisolvibili e così il progetto «SS Spedizione Schäfer» fu interrotto e cancellato. Ma nel 1939 Schäfer ebbe dal Reichsführer-SS una missione speciale per la quale doveva controllare gli inglesi nelle loro colonie tradizionali in Russia e in Oriente, e soprattutto in Tibet. Insieme al ricercatore svedese Sven Hedin, che nella Germania di Hitler era molto popolare, trasformò, nel 1943, il reparto Ahnenerbe dell’Istituto del Reich, in un ente indipendente, con il nome di «Istituto Hedin per l’interno dell’Asia e spedizioni». Dopo la guerra, Schäfer sostenne che questo Istituto non aveva mai avuto a che fare con il progetto Ahnenerbe.


lunedì 20 febbraio 2017

NAZISMO ESOTERICO E TECNO-MAGIA 3°parte (intervista a Fratello Raum)

Benvenuti alla 3° parte dell'intervista a FRATELLO RAUM, incentrata sul "Nazismo Esoterico", UFO e sulla "Tecno-Magia", con nuove rivelazioni ed interessanti punti di vista.
L'intervista è composta da 7 domande, ognuna delle quali formata da un accordo di 3 sotto-domande.
L'intera opera è stata divisa in 3 articoli ed in questa terza parte dell'intervista potrete leggere la seconda parte della sesta domanda e la settima ed ultima domanda.
Un ringraziamento anticipato al FRATELLO RAUM per la disponibilità mostrata nell'aver voluto accettare questa nuova avventura.

PS: La 1° e la 2° parte dell'intervista "Nazismo esoterico e Tecno-Magia" le trovate ai seguenti link:
http://maestrodidietrologia.blogspot.it/2017/02/nazismo-esoterico-e-tecno-magia-1parte_6.html
http://maestrodidietrologia.blogspot.it/2017/02/ufo-e-vimana-nazismo-esoterico-e-tecno.html
Vi ricordo che FRATELLO RAUM nel 2015 è stato ospite su questo blog ed ha rilasciato una lunga intervista, divisa in 3 articoli, che potete leggere ai seguenti link:

6-(seconda parte) QUALI SONO I COLLEGAMENTI TRA GLI UFO E LA TECNOLOGIA NAZISTA???
a) Il discorso UFO è servito a celare una tecnologia avanzatissima, mutuata da antiche civiltà, che ancor oggi viene portata avanti?
b) Quali tecnologie disponeva la Germania nazista che non è riuscita ad utilizzare durante la guerra?
c) Quali altri segreti militari ed esoterici, mai resi pubblici, sono riusciti a nascondere al mondo e alla storia?



6-(seconda parte) Dopo l’insediamento di Hitler e del partito nazista al governo della Germania, un élite dello spirito e della mente, composta da aristocratici, borghesi, industriali, scienziati, tutti iniziati in più di una qualche fratellanza tra quelle precedentemente citate in questa intervista, si sostituirono ai mediocri politicanti ed alle rozze e violente camicie brune nazional-socialiste che prima dell’instaurazione del Fuhrer, si muovevano tra atti vandalici, iniziative di propaganda razzista, alimentati dalla frustrazione e dalla rabbia, indotti dalle condizioni socio economiche della Germania post bellica di inizio secolo scorso. A questo punto, non posso non focalizzare l’attenzione sul tristissimo ed ingiustificabile sistema dei lager nazisti nei quali sono stati sterminati ed internati ebrei, omosessuali, minoranze etniche e tutti i nemici ideologici e gli avversari politici del nazionalsocialismo, molti dei quali, dopo esser stati rinchiusi per diversi anni, vivendo in condizioni inumane, lavorarono forzatamente per realizzare i molteplici progetti del III° Reich.
Molti altri prigionieri, purtroppo in gran parte bambini, vennero sottoposti a svariati esperimenti medici, da scienziati senza scrupoli come il tristemente noto Angelo della Morte, il dottor Mengele, il quale alla fine della guerra è semplicemente sparito insieme ad altri centinaia di nazisti alcuni dei quali come più volte detto, si trasferirono in America, ove gli vennero offerte cittadinanza e l’immunità per il processo di Norimberga e per qualsiasi altro procedimento penale che li avesse visti protagonisti o responsabili di crimini contro l’umanità.
Qualcuno negli anni ha più volte dichiarato che l’inumano Angelo della Morte, Dottor Joseph Mengele abbia continuato i suoi terribili esperimenti, negli anni, sempre più orientati verso la genetica, proprio negli Stati Uniti, ove abbia preso parte anche alle tristemente note sperimentazioni MK-Ultra, aventi finalità di lavaggio del cervello, cancellazione della memoria, innesti di multiple personalità attivabili su comando e totalmente indipendenti l’una dall’altra.
Purtroppo, sono vere e documentate da atti e documenti desecretati solo da qualche anno grazie al Freedom Information Act, le atroci sevizie alle quali sono stati sottoposti ignari cittadini americani, selezionati tra personalità affette da disturbi comportamentali o psichiatrici, tra detenuti più o meno volontari, membri dell’esercito, dell’Intelligence, della marina.
Altre persone giurano invece di aver avvistato Mengele in Sud-America, qualcun altro invece è convinto che l’angelo della morte abbia proseguito i suoi esperimenti all’interno di bunker sotterranei segreti sparsi in diverse zone del globo, ove poco prima della fine della seconda guerra mondiale, prima dell’arrivo dei russi a Berlino, il Fuhrer, Eva Braun ed un gruppo di fedelissimi, insieme alle élite iniziatiche del Reich, i vari maghi, mistici, stregoni e scienziati tecno magici, si sarebbero ritirati, seguendo dei piani e programmi preventivati già diversi anni prima, da attuare qualora le cose, durante il conflitto, si fossero messe male.
E sempre secondo alcune preziose voci fraterne di corridoio, gli esperimenti eseguiti da medici come Mengele, all’interno di oscure fortificazioni sotterranee sono continuati per decenni dopo la fine della guerra, e per qualcuno starebbero continuando ancora oggi, con differenti finalità e modalità.
Mi rendo conto che quello che sto per raccontare possa sembrare un racconto di fantascienza uscito fuori dalla mente distorta di qualche mediocre scrittore di romanzi, ma posso assicurare a tutti i lettori che, se analizzata sino in fondo, tale teoria non è poi così assurda e fantascientifica quanto inizialmente possa sembrare, piuttosto è estremamente logica e possibile, sicuramente molto più di altre note teorie della cospirazione.
In ogni modo, un gruppo di nazisti, composto dalle élite iniziatiche e scientifiche, forte delle tecnologie e conoscenze ancestrali recuperate dai reparti S. ‘. S. ‘. della Ahnenerbe, quali vari modelli UFO, tecnologie al plasma ed altre mirabolanti creazioni e sicuramente in possesso di risorse economiche e materiali molto più che ingenti, parte dei proventi dei vari bottini di guerra nazisti, in compagnia di volontari tra personalità civili vicine all' élite militare nazista, come medici, artigiani, meccanici, biologi, botanici, chimici, ecc, portando con sé anche gran parte dei bambini ariani spesso neonati, provenienti da strutture ove era attivo il programma denominato Lebensborn (letteralmente Progetto di Vita), si sarebbero ritirati, in attesa di riorganizzarsi per rientrate a far parte della storia umana e profana, o con il proposito di vivere al di fuori della società umana moderna del dopoguerra, all’interno di bunker e città sotterranee, costruite velocemente e segretamente prima e durante il conflitto armato mondiale, in modi scientificamente avanzati, seguendo le orme degli iperborei, degli uomini dio appartenuti alla civiltà perduta della Fenice, i quali in seguito ad un cataclisma si sarebbero ritirati sottoterra, costruendo immense città stato collegate tra loro da una vasta e fitta rete di tunnel percorribili a bordo di veivoli anti-gravità, oppure su treni a levitazione.


Da questi ipotetici avamposti, sparsi in diversi luoghi più o meno remoti, tra cui vi sarebbe la famigerata base 211 in Antartide, la cui esistenza è confermata da documenti e resoconti di una prima spedizione nazista, sono state esplorate le desolate terre antartiche, svolgendo contemporaneamente un'opera di colonizzazione del territorio attraverso il lancio da un aereo di bandiere con la svastica lungo il perimetro di un area grande quasi quanto la metà dell’intero continente antartico.
Una seconda spedizione, equipaggiata con materiali e strumentazioni edili, ha costruito la parte principale di quella che in seguito diventerà la famigerata base 211, ove sempre, trattando di fatti reali storicamente provati, alla fine della seconda guerra mondiale, lo statunitense ammiraglio E. Byrd, fu al comando di una piccola flotta di navi e aeromobili, con la scusa ufficiale di visitare il continente antartico, per millenni inesplorato, e con l’ordine ufficioso di verificare se ci fosse stata la presenza nazista in suolo artico ed in caso affermativo verificarne la pericolosità dal punto di vista bellico.


Senza volermi soffermare di più sull’argomento Operazione Hig Jump, ricordando a tutti i lettori volenterosi e desiderosi di approfondire l’argomento che inserirò nell’appendice documentale consultabile al termine della presente intervista, non posso non concludere questo argomento senza fare presente che l’ammiraglio E. Byrd e l’equipaggio della spedizione in oggetto, rientrarono negli Stati Uniti dopo pochi mesi al contrario dei diversi mesi preventivati come necessari per portare a termine con successo la missione. Anche se ufficialmente fu detto alla stampa ed all’opinione pubblica che il rientro anticipato era stato dettato dalle condizioni alimentari precarie dell’equipaggio causate dalla perdita di gran parte delle scorte alimentari compromesse nella conservazione, da subito l’ammiraglio Byrd, un uomo d’azione considerato abile marinaio ed un ottimo soldato, apparve turbato ed a disagio davanti alle telecamere e quando era sottoposto alle domande dei giornalisti, al punto che, praticamente fuori da ogni contesto logico argomentativo, esclamò davanti alle telecamere che in caso di una terza guerra mondiale gli Stati Uniti d’America si sarebbero trovati a dover fronteggiare un nemico tecnologicamente avanzatissimo e in possesso di una flotta di oggetti volanti discordanti capaci di volare da un polo all’altro del globo in pochi secondi ad una velocità spaventosa.




Naturalmente l’esercito, i servizi segreti ed il governo degli Stati Uniti da subito minimizzarono e cercarono poi di rettificare, infine di smentire le affermazioni dell’ammiraglio Byrd, arrivando al punto di minacciare, screditare ed isolare il fido veterano patriota colpevole di aver detto troppo davanti a masse profane che dovevano restare ignoranti sull’argomento, come già accennato, per più di un motivo.
Byrd, un uomo che aveva dedicato tutta la sua vita alla difesa della patria, ubbidendo sempre agli ordini dei suoi superiori senza mai mettere in discussione nulla, considerato un uomo onesto e affidabile, lontano dai vizi, un testimone più che attendibile, quasi alla fine della sua lunga carriera si viene a trovare in una situazione paradossale in cui, una volta giunto in Antartide e trovatosi davanti a dischi volanti nazisti, con i quali occupanti egli deve per forza aver parlato, probabilmente questi gli avranno spiegato che esisteva un accordo, un patto, tra alcuni nazisti e personalità più o meno oscure legate a doppio filo al mondo degli affari ed a quello delle Intelligence.
Posso solo immaginare i sentimenti di solitudine, delusione, rabbia e sconforto, che possa aver provato il servitore della patria E. Byrd, realizzando che egli, come i milioni di cittadini americani e di tutto il mondo erano stati presi in giro dalle persone in cui avevano riposto fiducia.
Lui non si riprese mai del tutto da quella tremenda delusione e si spense anno dopo anno in completa solitudine. Solo in a figlia gli è sempre rimasta vicino e alla quale ha lasciato in eredità un diario ove sono spiegati con dovizia di particolari gli eventi, giorno dopo giorno, della Operazione higgins-Jump.




A questo punto, le informazioni in mio possesso, in merito alla teoria secondo cui i nazisti con i dischi volanti, le conoscenze esoteriche e tecno-magiche perdute, forti degli accordi presi prima della fine della guerra con compagini e parti di governi, di servizi segreti, militari, e con il supporto di alcune corporazioni come la BMW, la Skoda, Novartis, MC Donald Douglas, IBM, e tante altre, hanno iniziato un proprio progetto, al quale, sarebbero ascrivibili la maggior parte se non tutti i casi più famosi di contattismo, degli avvistamenti più celebri e di tutti quei fenomeni che sono ancora oggi considerati pietre miliari dell’ufologia moderna.
Cito solo gli esempi più eclatanti, come quello del primo avvistamento di UFO da parte di un pilota, tal Kennedy Randolph, il quale avvistò nei pressi delle montagne Reneir una flotta di strani veicoli da lui chiamati per la prima volta dischi volanti, ma che se esaminati gli schizzi, da lui fatti in merito alla forma e alle caratteristiche dei velivoli, sono completamente identici al modello Steahlt di ala volante dei Fratelli Orten, funzionante dal 1939 e in produzione di serie dal 1942, stranamente mai usato durante le operazioni di guerra dei nazisti, neanche quando cominciarono a subire drastiche perdite e si avvicinavano alla disfatta finale.
Da quando Kenneth Arnold avvista questa flotta di strani veivoli, inizia un vero e proprio teatro fatto di disinformazione, silenzi, depistaggi, avvertimenti, messaggi in codice ed equilibri alchemicamente difficili da comprendere e mantenere tali. Per provare a comprendere questa affascinante teoria, presentatami in modo saltuario e disomogeneo da più di un fratello operante nel mondo delle Intelligence private e statali, si deve prima di tutto tenere a mente quali sono gli attori principali di questo moderno psicodramma. Da una parte ci sono sicuramente gli Stati Uniti, vincitori della seconda guerra mondiale, entrati in possesso di diversi prototipi, modelli o progetti delle macchine volanti naziste e forti della collaborazione di scienziati, tecnici, ed esperti provenienti dalla Germania nazista e che quindi avevano preso parte ai vari progetti segreti ed erano in grado di replicare tali dispositivi o parti di essi.
Naturalmente tutte le sperimentazioni in merito agli UFO nazisti sono state finanziate in minima parte dai fondi neri delle Intelligence e della NSA, e in gran parte da multinazionali del settore energetico, bellico, tecnico industriale ed informatico.
Essendo i finanziatori maggioritari, divennero in poco tempo i proprietari dei vari prototipi e modelli UFO, arrivando, cosa peggiore, a regolare anche la produzione di questi veicoli e delle tecnologie rivoluzionarie che sono alla base delle tecnologie energetiche sicure ad impatto zero, segretandone i brevetti e occultandoli ad ogni costo. Cerchiamo per un attimo di immedesimarci nelle personalità coinvolte nella storia, da una parte abbiamo il blocco occidentale con a capo gli Stati Uniti, nel quale un gruppo di personaggi composto da dirigenti di corporazioni, speculatori e investitori del settore petrolchimico, parti del mondo militare, politico e delle Intelligence, industrie farmaceutiche, sono scesi a patti con una o più parti dei nazisti aiutandoli a scappare od addirittura offrendogli asilo e protezione in America, ed in cambio hanno messo le mani su diverse tecnologie a dir poco rivoluzionarie.
Questi hanno diversi fini tra loro, ma alcuni sono in comune, innanzitutto, devono essere sicuri che mai nessuno possa accusarli con tanto di prove di esser scesi a patti con i nazisti e di aver occultato alle masse importanti informazioni e tecnologie. Così hanno ideato una strategia a lungo termine che potesse garantirgli il tempo necessario affinché ogni evidenza del complotto fosse cancellata dagli eventi e dalla memoria delle masse.
Questo blocco, che per convenzione chiameremo il blocco occidentale, seppur gli attori in esso coinvolti sono quasi tutte personalità cosmopolite di carattere sovranazionale, durante gli anni della guerra fredda, ha avuto il problema di tenerle nascoste alle masse e agli avversari orientali con a capo la Russia. Quest’ultima era alleata degli Stati Uniti, tuttavia, sin dai tempi immediatamente successivi alla fine della seconda guerra mondiale, si è immediatamente schierata contro il modello occidentale capitalista, ma in pochi sanno che uno dei moventi del conflitto è scaturito proprio dal fatto che gli Stati Uniti, insieme agli Stati occidentali alleati, aveva ottenuto più materiale tecnologico e si era accaparrato l’accesso ai segreti ed alle conoscenze migliori, grazie ai patti stretti con i nazisti o parte di essi prima della fine della guerra.
Tutto il secondo novecento a partire proprio dal 1947 è stato plasmato dalle tecnologie e dalle conoscenze dei nazisti utilizzate più o meno segretamente in ogni campo tecnico a partire dal corsa alla conquista dello spazio, passando per il campo bellico e per quello tecnologico. Fino a qui credo che tutti i lettori converranno che si sta parlando di fatti ben documentati e non di teorie, voci di corridoio o di operazioni di disinformazione, tuttavia a questo punto devo inserire nel suddetto quadro un terzo attore, il quale per quanto fantasioso od improbabile ne venga data descrizione caratteristica, è innegabile che sia esistito, anche se fosse solo nella misura dei tanti nazisti scampati a Norimberga e residenti in Sud-America, Giappone ed India.
La teoria più accreditata è quella per cui Hitler ed Eva Braun siano morti (in realtà non sono affatto morti in Berlino, come confermano le mie fonti, i copiosi rapporti da poco desecretati della CIA, dell’FBI, e persino del KGB e dei servizi segreti di diversi Stati e Nazioni di tutto il mondo) nell’assoluta mancanza di prove ed evidenze dei presunti decessi, tra l’altro auto inflitta, modalità improbabile se non impossibile agli occhi di chi ha conosciuto, studiato od inquadrato Hitler, caratterialmente e psicologicamente.
E' molto più logico e probabile che il Fuhrer leader del Reich millenario, di un impero iniziatico, sapienziale e tecnologico, insieme alla élite nazista, abbia messo in conto l’eventualità di una sconfitta, per la quale quasi sicuramente erano stati organizzati diversi piani di fuga riguardanti diversi scenari, ciascuno dei quali utile a portare in salvo il Fuhrer, Eva Braun, gran parte dei gerarchi delle S. ‘. S. ‘. ed i vari scienziati impiegati nei vari progetti e programmi segreti sulle wunderwaffe e su tutto quello che potesse rientrare nella categoria della tecno-magia.


Oltre alle già citate Ratline create con l’aiuto della rete parrocchiale ed ecclesiale Vaticana, altri sistemi e modi furono usati dai nazisti per lasciare la Germania e l’Europa, soprattutto prima che questa fosse completamente occupata dagli alleati Stati Uniti – Russia; questi mezzi andavano dall’uso di navi, aeromobili e sottomarini U-Boat.
Così alla fine della seconda guerra mondiale vi erano gli Stati Uniti d’America, i quali, forti delle conoscenze, delle tecnologie, dei sistemi tecno magici sviluppati all’interno dell’esperimento nazista, poterono anche contare sull’aiuto e sulle competenze dei vari scienziati nazisti che avevano già seguito determinate sperimentazioni in Germania.
Il blocco russo sovietico, invece, non essendo stato in grado di accaparrarsi straordinari bottini di guerra, non avendo avuto accesso a tutte le tecnologie di cui aveva potuto godere l’America grazie agli accordi siglati con diversi gruppi e parte di alcune sezioni di S. ‘. S. ‘. , forte del totalitarismo del regime comunista, delle pregresse conquiste tecnico scientifiche e anche grazie a qualche frammento dei progetti nazisti e delle tecnologie da essi sviluppate all’interno dei bunker sotterranei o delle basi segrete, sfruttando al massimo tutti i suoi punti forti, ha comunque iniziato verso gli Stati Uniti una corsa agli armamenti, sfociata nella triste farsa nota come Guerra Fredda.
Durante gli anni della guerra fredda, l’allerta delle nazioni era alta, le forze militari di entrambi i fronti erano attente ad ogni mossa possibile e probabile dell’avversario, in questo scenario si verificarono alcuni dei più clamorosi eventi ascrivibili all’azione dei cosiddetti dischi volanti. Tenendo sempre conto della più che possibile, anzi probabile, fuga/sparizione di massa di parte dei gerarchi nazisti, delle élite iniziatiche presenti all'interno del cerchio interno dell’ordine delle S.,’. S. ‘. qualora il gruppo di ex-nazisti non si fosse già perso per il mondo, ma che invece si fosse recato in massa in una qualche remota località, già da tempo occupata, fortificata e probabilmente occultata sotto terra, dalla quale organizzare una possibile rivincita, stavolta a capo di un esercito dotato delle tecnologie più moderne e raffinate.
Questa teoria per quanto azzardata e fantascientifica, sembra invece essere una delle teorie più verosimili agli occhi di chi ha conosciuto o studiato profondamente il nazismo ed i suoi architetti, una delle località a completa disposizione dei nazisti, prima e durante la seconda guerra mondiale che più si presterebbe ad un progetto come quello appena accennato è l’Antartide.


Questa era stata già esplorata più volte dai nazisti e da personalità vicine al Reich durante i primi anni 30 dello scorso secolo, successivamente al simbolico atto di colonizzazione nazista per cui da un aeroplano furono gettate diverse bandiere con la croce uncinata, le quali conficcandosi nel ghiaccio, andarono delimitando una vasta area che venne poi soprannominata dai nazisti Schwabenland, o Nuova Svevia, dando il via alla possibile opera di colonizzazione e costruzione di vaste aree Sotterranee.



L’Antartide si trova in una posizione strategica, ed essendo per lo più coperta da ghiaccio, con temperature e condizioni meteo caratteristiche dei climi polari tra i più inospitali del pianeta, si presta perfettamente ad ospitare una base sotterranea per lo più invisibile esternamente, sia sorvolandola che esaminandola da aerei spia o satelliti, mimetizzata dai ghiacci e dalla conformazione territoriale, la quale potrebbe essere raggiunta direttamente da sommergibili via mare, da aereo veivoli attraverso condotti sigillati da portelli apribili soltanto nel momento dell’uscita o del rientro degli stessi.
La presenza di una base nazista operativa in Antartide già prima della seconda guerra mondiale, che sarebbe poi stata ampliata durante gli anni del conflitto, aveva proprio il proposito, qualora ce ne fosse stato bisogno, di ospitare un discreto numero di gerarchi nazisti ed altre personalità prescelte per l’attuazione d’un progetto di rinascita del Reich, il quale, proprio come la civiltà perduta di cui ho parlato più volte in questa intervista, sarebbe dovuta rinascere dalle proprie ceneri come la Fenice. Sulla base 211 (questo sarebbe stato l’identificativo ad essa attribuito) mi riprometto di tornare nelle note dell’appendice che allegherò alla presente intervista.
Per il momento vorrei tentare di terminare il mio lungo pensiero in merito alle conseguenze positive e negative generate, più o meno direttamente dalle conoscenze e dalle tecnologie, in parte riscoperte e poi sviluppate all’interno del fenomeno nazionalsocialista, gran parte delle quali sono finite nelle mani degli Stati Uniti e di diverse corporazioni a carattere sovranazionale e cosmopolita, per essere testate ed usate in totale segreto senza mai che molte di esse abbiano incontrato occhio o essere umano. Per cui, possiamo continuare con il ragionamento da me proposto affinché i lettori più attenti possano riuscire a leggere con nuove lenti gli eventi del passato dell’umanità, imparando così una piccola parte del proprio passato, analizzandone allo scopo di trascendere tutti gli errori che hanno forgiato la Storia del novecento e del mondo contemporaneo.
Così, durante i secondi cinquanta anni del secolo scorso, durante la cosiddetta guerra fredda, gli attori principali del progresso scientifico e tecnologico moderno e contemporaneo, seppur in competizione tra loro non sarebbero stati solo due, Stati Uniti d’America e Russa Sovietica, bensì tre.
Il terzo come abbiamo accennato è una sorta di Antistato ombra, composto da ex gerarchi e architetti del nazismo, scienziati, iniziati, maghi ed esoteristi, i quali poco prima della fine della guerra sparirono nel nulla, raggiungendo ad ondate uno o più siti sicuri sparsi tra Sud-America ed Antartide, precedentemente costruiti e fortificati per essere totalmente indipendenti dal punto di vista delle risorse energetiche ed alimentari.


È inverosimile credere che, se quanto appena detto in via ipotetica corrispondesse alla pura e semplice verità storica, e posso affermare senza dubbio alcuno che lo è, tenendo conto di tutti gli elementi di cui sono venuto a conoscenza durante diversi anni di ricerca e frequentazione di ambienti iniziatici di diversa tipologia ed orientamento, gli Stati Uniti d’America in testa al blocco occidentale e la Russia Sovietica a capo del blocco comunista, sarebbero stati completamente all’oscuro dei progetti di gerarchi nazisti.
Infatti, non a caso, molte tecnologie e diversi scienziati tedeschi finirono la propria vita negli Stati Uniti o in Russia. In molti oggi sanno del progetto Paper clip attraverso cui tecnologie e scienziati nazisti furono portati negli Stati Uniti, dove, in cambio della libertà e della quasi immunità dalle condanne del processo di Norimberga, hanno continuato a lavorare a diversi progetti sviluppati nella Germania Nazista.
Quello che forse non tutti sanno è che i nazisti portati negli Stati Uniti alla fine della seconda guerra mondiale, non furono un centinaio o poco più come spesso si sente dire, bensì migliaia, circa duemila tra scienziati, tecnici accademici e teorici. Molti di questi letteralmente si vendettero al nemico o furono costretti a farlo in uno scenario in cui l’onore marziale si stava via via disperdono dai campi di battaglia ed ove la menzogna, il tradimento, il complotto e le ipocrisia stavano già mettendo le prime radici che poi negli anni diventeranno l’albero dell’Intelligence, altri invece preferirono affidarsi ad altri sistemi di fuga per dedicarsi ad altri progetti, non poi così diversi da quelli intrapresi dagli ex camerati negli Stati Uniti.
Ed anche sulla lealtà di gran parte di questi alla causa statunitense è tutta da provare.
Ci sono più di una voce di corridoio che vorrebbe molti degli ex nazisti trapiantati negli Stati Uniti, non avesse mai tradito il partito nazista, si mormora di piani conosciuti ed approvati dalle più alte gerarchie S. ‘. S. ‘., se non da Hitler in persona, nei quali, in caso di sospetta sconfitta durante la seconda guerra mondiale, il Reich per non tramontare del tutto, ma anzi per rinascere dalle proprie ceneri come millenni prima aveva fatto la civiltà perduta della Fenice, avrebbe dovuto prima inscenare la sconfitta militare della Germania nazista, la morte dei gerarchi principali Hitler ed Himmler insieme alle relative famiglie, i quali, invece, creduti morti, sarebbero potuti esser trasportati in destinazioni sicure ove molti altri nazisti di alto rango, scienziati, occultisti li avrebbero raggiunti per dare il via alla fase di riorganizzazione, con la speranza di poter un giorno riemergere dalle latitudini estreme dei rifugi per poter tornare alla realizzazione del sogno mistico, spirituale e materiale del Reich dei mille anni.
Nel frattempo altri nazisti fedeli al Sole Nero e alla croce uncinata, grazie anche al supporto di amici Fraterni, di simpatizzanti, fiancheggiatori avrebbero provato ad infiltrarsi su più livelli nell’establishment degli Stati Uniti, ai quali, come in alcune multinazionali e gruppi di potere avrebbero rivelato parte dei segreti legati alle macchine volanti e ad altre wunderwaffe naziste.





Questo scenario che forse può sembrare fantasioso e azzardato alla vista di un occhio profano, assume invece i caratteri di un quadro a tratti indiziario a tratti persino probatorio, in cui i veri attori sono visti e riconosciuti per quello che sono, compagini iniziatico corporative cosmopolite, le quali perseguono fini intenti ed interessi spesso comuni tra i membri delle stesse, e per le quali esiste solo uno scopo principale, quello del profitto a tutti i costi, profitto che per qualche assurda legge del mercato, deve crescere di anno in anno.
Sto alludendo a compagini come quelle che traggono già profitto dal petrolio, le quali, qualora mettessero le mani su di un qualsiasi sistema tecnologico in grado di generare elettricità infinita servendosi solo di un quantitativo ridicolo di materiale facilmente reperibile da tutti, invece di interessarsi a sviluppare sistemi tecnici che potrebbero letteralmente salvare gran parte dell’umanità o della flora e fauna del pianeta, questi probabilmente la metterebbero immediatamente sotto chiave, tenute segrete al resto dell’umanità e messe a disposizione solo dei loro usi e consumi, al massimo prestate a qualche amico in grado di ricambiare il favore.
Sto parlando di persone che, se oggi guidano una multinazionale farmaceutica e stasera in qualche laboratorio finanziato dalla stessa venisse scoperto un farmaco o un principio una sostanza in grado di curare al cento per cento qualsiasi tipo di cancro con una sola ed unica somministrazione, questi distruggerebbero subito tale farmaco e poi cancellerebbero qualsiasi ricerca in proposito, screditando, minacciando tutti i ricercatori.
Gli Stati Uniti nella figura dei gruppi di potere e delle multinazionali che collaborano con la difesa e con i vari apparati militari e aerospaziali, si possono di fatto considerare gli eredi materiali dei progetti tecno magici, delle wunderwaffe e delle macchine volanti.

Da qui in avanti posso tranquillamente affermare che gran parte, se non quasi la totalità dei veivoli materiali non identificati, ovvero tutti quei casi in cui gli UFO senza ombra di dubbio alcuno sono oggetti materiali fisici e non mere luci o manifestazioni energetico intelligenti le quali rientrano in tutt’altra casistica, sono di produzione terrestre per lo più statunitense, ma con la quasi assoluta maternità e paternità germanico nazista e probabilmente italo fascista.
Ho accennato precedentemente al fatto che alcuni dei modelli di macchine volanti sviluppate dai nazisti si basavano su di un tipo di tecnologia antidiluviana lasciata in eredità ancestrale alla nostra umanità da parte della civiltà della Fenice, che come ho più volte spiegato, esisteva e prosperava sulla terra migliaia, se non milioni di anni fa.
Testimonianze di tali tecnologie sono riscontrabili in diversi testi antichi tra i quali è bene ricordare, i testi sacri della tradizione induista come Veda o la Bagavaghita, mentre molte altre fonti storiche documentali, materiali e oggettive sono state nei secoli bui distrutte o confiscate dalla folle e atroce Chiesa di Roma.
Ma non tutte le macchine volanti sviluppate dai nazisti erano il retaggio millenario di una civiltà terrestre evoluta, vi erano anche prototipi ideati da zero, da scienziati italo germanici, come Viktor Shauberger, i Fratelli Horten, Weiner Von Braun o, Guglielmo Marconi, tanto per citarne alcuni.
Il fattore che a mio parere ha permesso oggettivamente ai nazisti lo sviluppo di tecnologie talmente avanzate per l’epoca, è di tipo metodologico, oggi come ieri nel mondo occidentale che tanto si crede evoluto ed illuminato, gli accademici e chi finanzia le loro ricerche, ossia le varie multinazionali di settore, decidono a priori cosa può essere definito scientifico e cosa no, le modalità scientifiche lecite e non, spesso scartando a priori ambiti di sperimentazione che ad un occhio sterile ed ottuso di chi vaga nel dedalo dello scientismo possono apparire fantasiose, improbabili ed indegne di approfondimento, magari perché intrise di esoterismo o scaturite dallo studio di antichi testi più o meno sacri.
L'elite iniziatica era composta da personalità dotate delle giuste lenti conoscitive che gli permetteva di vedere il potenziale dove tutti gli altri non lo vedevano, altro che miti, sogni o leggende; per cui questi da subito indirizzarono i vari campi di ricerca tra cui quello scientifico tecnico.
La Germania nazista ha avuto una vita brevissima, soprattutto se paragonata alle scoperte scientifiche realizzate durante la sua breve esistenza. E' un dato di fatto che la tecnologia nazista ha letteralmente plasmato il novecento soprattutto nel campo aerospaziale, se poi ci si sofferma a fare due considerazioni circa le tecnologie che ancora oggi sono coperte da segreto per motivi bellici, di sicurezza nazionale o semplicemente per motivi di profitto ed interesse, come nel caso delle corporazioni o delle compagini di potere coinvolti nella faccenda, si comprende quanto fossero avanzati.
L’unico elemento difficile da spiegare attraverso un ragionamento logico è più che altro il movente che avrebbe fatto optare Hitler e i nazisti per il non utilizzo di gran parte delle super tecnologie sviluppate nel Reich e perfettamente funzionanti già da almeno quattro o cinque anni prima della fine del conflitto mondiale. Riflettendo più volte sulla questione e confrontandomi anche con amici o Fratelli ricercatori, sono giunto ad un paio di possibili motivazioni per cui i nazisti decisero, anche a costo della sconfitta, di non usare diversi tipi di macchine volanti e wunderwaffe.
Una ho avuto modo di esporla precedentemente in questa intervista, e invito i lettori più motivati a fare altrettanto, non solo per questo singolo quesito.


Questo è quello che fanno gli uomini liberi e di libero pensiero, i quali come me, non accettano a bocca chiusa qualsiasi cosa venga esposta o spiegata da accademici di sorta o pseudo autorità scientifiche senza che si possa avere avuto l’esperienza della prova o conferma diretta; solo gli animali ed i subumani seguono ed accettano le pseudo verità altrui senza prima sentire che queste risuonino a verità all’interno di sé stessi.


Per concludere, alla fine della seconda guerra mondiale, gli attori della storia moderna degli UFO sono come già detto almeno tre, Stati Uniti d’America, Russia e blocco sovietico, Anti-Stato ombra nazifascista, con basi sparse nel sud America e probabilmente in Antartide, di cui la famosa base 211 è solo la punta dell’iceberg. In questa ottica, conoscendo soprattutto gli eventi, i modelli e le caratteristiche tecniche e potenziali delle macchine volanti già sperimentate e prodotte dai nazisti e l’ubicazione dove molti degli scienziati nazisti operarono negli Stati Uniti d’America; ponendo il tutto in relazione ai fatti e agli eventi diventati pietre miliari della moderna e contemporanea ufologia, a partire dal 1946-47 furono implicati dischi volanti di forme, dimensioni e caratteristiche sempre e del tutto perfettamente coincidenti con quelle dei velivoli nazisti.
In questa prospettiva, il covered up alieno, mai sino ad oggi ufficialmente confermato da stati o da enti governativi, sapientemente costruito ed alimentato da tutta una serie di strategie psicologiche, di messe in scena e di tutti quegli avvistamenti da parte di cittadini civili ed anche talvolta militari, ha dato vita ad un immaginario collettivo diffusamente radicato talvolta persino a livello subconscio grazie ai tanti film, libri, trasmissioni, articoli e documentari sull’argomento.
E' così che un ipotesi, inizialmente formulata da qualcuno in completa buona fede nel tentativo di spiegare un fenomeno o le caratteristiche di un qualche veivolo non convenzionale dotato di proprietà diverse secondo la scienza aeronautica ufficiale dell’epoca, negli anni è stata trasformata nella versione alibi perfetta, con la quale ufficiosamente è possibile spiegare senza ulteriori ricerche i fenomeni di avvistamenti nei quali sono coinvolti invece prototipi o modelli aeromobili coperti da segreto. Grazie all’ipotesi aliena è possibile anche evitare di perdere la faccia, come nel caso in cui venisse detto alle popolazioni che veivoli dotati di tecnologie avanzatissime che transitano indisturbati sui cieli di tutto il mondo sono di origine terrestre e forse appartengono persino ad una qualche colonia nazista scampata a Norimberga grazie a patti e complotti internazionali.
Inoltre così si evita di dover dare informazioni relative alla tecnologia in uso su queste macchine volanti, scongiurando il caso di qualche cittadino illuminato che capisca che la stessa tecnologia che permette agli oggetti volanti in questione capacità di volo al limite con la fantascienza, sia di fatto una tecnologia rivoluzionaria che potrebbe permettere di risolvere il problema dei combustibili fossili e dell’energia in modo sicuro rivoluzionario e permanente.
Se agli occhi dei tanti poveri diavoli timorati di Dio o ai tanti infervorati maniaci del complotto alieno risulta più probabile che intelligenze aliene molto più evolute dell’uomo vengano a visitare il nostro pianeta per schiantarcisi sopra ripetutamente con i loro veivoli interstellari di altissima tecnologia, così evoluta da poter essere compresa e replicata sulla terra nel giro di pochi anni, piuttosto che prendere in considerazione l’ipotesi che il complesso aerospaziale nazista, forte di migliaia di scienziati, conoscenze segrete e perdute, relative alla civiltà della Fenice o alle più antiche tradizioni esoterico occulte, sia stato in grado di riprodurre o inventare modelli aeromobili non convenzionali, posso assicurare loro che invece agli occhi illuminati di Iniziati e veri conoscitori di tecniche e tradizioni esoteriche millenarie, è molto più probabile la seconda ipotesi piuttosto della prima, che invece suscita solo un disarmante senso di ilarità.
Voglio sottolineare che chi scrive è fermamente convinto che esistano diversi pianeti abitati da specie viventi intelligenti dotate di diversi gradi di evoluzione e, anzi, è propenso a credere più che possibile l’ipotesi per la quale alcune di queste intelligenze possa essere venuta o possa venire in futuro a visitare il nostro pianeta, tuttavia alla luce delle mie personali esperienze, conoscenze esoteriche e riflessioni logiche, credo che la maggior parte dell’attività UFO sulla terra, compreso il fenomeno dei contattisti e delle adduzioni, sia di matrice terrestre ed umana, e che dietro al capro espiatorio alieno vengano invece insabbiati eventi e sperimentazioni atroci condotte su cavie umane.
Posso altresì affermare con sicurezza, dettata dalle conoscenze e dalle esperienze in campo magico esoterico e maturate nell’arco di quasi venti anni, che molte di queste avveniristiche tecnologie si basano su principi esoterici e metafisici conosciuti dagli iniziati di tutte le epoche, tali principi possono essere applicati sia i campo materiale su diversi fronti e in diversi ambiti, sia in quello mentale che nel campo metafisico spirituale ed animico.
Per questo ho più volte chiamato tali tecnologie tecno-magiche, le quali, come ho già accennato, partono da una visione della realtà fisica, mentale ed animico spirituale completamente diversa da quella conosciuta ed usata in modo convenzionale soprattutto dall’occidente capitalista.
Secondo uno dei principi in questione, il Sole Nero è la forza interiore ed oscura che pervade tutto l’universo, il Sole invece sarebbe quasi un opposto funzionale alla creazione dell’ologramma sperimentale all’interno dell’universo di Maya.
Il Sole Nero rappresenta altresì la forza dell’essenza divina eterna, mentre il Sole normale rispecchia solo la manifestazione finita di detta forza divina.
Ugualmente, la tecnologia che potrei azzardare a soprannominare "divina implosione", in uso su gran parte delle macchine volanti naziste, appartiene a questa categoria, mentre la tecnologia ufficiale e convenzionale è basata sulla distruzione, lo scoppio e l’esplosione e sui combustibili fossili.

 

Per concludere la mia risposta alla sesta triplice domanda posta da MDD, posso dire che sull’argomento nazismo esoterico e tecno-magico è stato appena sollevato il velo ilico dell’ignoranza, ed ancora moltissimo ci sarebbe da dire in futuro, forse a causa delle medesime motivazioni che hanno creato più o meno premeditatamente il covered up alieno del quale ho abbondantemente trattato nella presente intervista. Come accennato, nel corso della narrazione, provvederò ad allegare in appendice documentale, abbastanza materiale di vario genere attraverso cui effettuare una ricerca storica in attesa che le porte dei nostri templi vengano di nuovo aperte per la gioia degli eletti.
Potrei svelare molti piccoli o grandi misteri riguardo il Reich millenario, risalenti a prima, durante e dopo la guerra, salendo lungo il fiume della storia e del tempo giungendo sino ai giorni nostri, tuttavia credo di aver già spiegato abbastanza in questa sede, forse potrei approfondire l’argomento in modo dettagliato ed unico prossimamente, magari in altra sede come per esempio scrivendo un libro o compartecipando con qualche ricercatore o scrittore, rilasciando le dovute informazioni provandole quando sia possibile attraverso prove documentali inedite e ove non lo sia, assumendosi in prima persona la responsabilità delle informazioni da me via via rilasciate.

7- L'AGENDA TRANSUMANISTA E L'ATTUALE VOLONTA' DI SOSTITUZIONE DELL'ESSERE UMANO CON LA ROBOTICA, SONO IN QUALCHE MODO COLLEGATE AL NAZISMO ESOTERICO ED ALLA TECNO-MAGIA???
a) Il nazismo continua la sua opera attraverso l'imperialismo USA, un certo sionismo reazionario, le teocrazie islamiste e le religioni, o è morto e sepolto?
b) Le avanguardie dei Servizi Segreti, della NASA, delle multinazionali militari, farmaceutiche, industriali e scientifiche, sono le eredi di certi saperi del nazismo esoterico e della tecno-magia?
c) Il mondo che ha plasmato il WEB, i Social ed i media, segue questa ottica manipolatoria inscrivibile ad una certa mentalità sovrastrutturale?



7- Partendo dal presupposto che tutto in un certo modo è interconnesso, stabilire quanto effettivamente il nazismo e la sua ideologia possano aver influenzato il movimento TRANSUMANISTA, da quali idee, progetti o ideali e da chi, questi, vennero reinterpretati o adattati a questo nuovo filone, l’ideale nazista, quello vero non distorto dalla propaganda o dall’interpretazione delle masse o dei singoli sostenitori, è sostanzialmente diverso e forse anche contrario alla pseudo ideologia TRANSUMANISTA.
L’elite esoterico iniziatica nazista credeva che gli esseri umani discendessero in parte da una razza o civiltà antichissima la quale prosperò da Nord a Sud sull’intero pianeta, lasciandosi dietro tracce indelebili della propria esistenza. Come già esposto precedentemente in questa intervista, gli ariani dell’ideologia nazista potrebbero essere gli "uomini dio" della civiltà perduta da me ribattezzata, della Fenice. Altresì, i nazisti credevano che l’uomo potesse ritornare attraverso la conoscenza e la pratica di certe arti occulte, al suo stato primordiale di Uomo Dio.
Questa concezione, che altro non è che una trasposizione sul piano fisico di un'idea, di un ideale metafisico, implica una regressione fisica e spirituale in grado di riportare l’essere umano da uno stato e da una condizione presente ad una passata.
Questo implica un diverso approccio con la natura, la quale da oggetto inanimato fonte di risorse, ritornerebbe ad essere vista come un essere vivente e spirituale del quale fanno parte tutte le specie e gli esseri viventi in esso dimoranti. Come già accennato, la tecnologia nazista, la vera Tecno-magia, retaggio dell’antichissima razza perduta della Fenice, basa le sue applicazioni fisiche e metafisiche su principi ben precisi, i quali essendo sconosciuti ai più, diventano di colpo opere di magia o opere demoniache da cui stare alla larga secondo la distorta concezione giudeo cristiana di demoniaco e divino, di buono e cattivo.
Al contrario molti fra i nazisti, come molti occultisti ed odierni iniziati di vera origine pneumatica, credono che l’implosione contrapposta all’esplosione, sia la giusta via per giungere al divino.
La scienza odierna, che possiamo paragonare ad una puerile fucina alchemica condotta da volgari soffiatori, le cui attività e regole sono dettate da altrettanti volgari e mediocri sofisti, bada tutta la sua essenza sulla distruzione; il motore a scoppio e i carburanti fossili sono un ottimo esempio di esplosione /distruzione. Pertanto, il transumanesimo odierno, che parte da una concezione scientifica distruttiva, non potrebbe mai essere considerato come una corretta evoluzione della specie umana, piuttosto una regressione, dove sub-umani, nel corpo nella mente e nello spirito, usano surrogati tecnologici come protesi per poter essere non all’altezza degli uomini Dio, ma al massimo a quella dei normali uomini del passato.
È chiaro che il transumanesimo odierno è un goffo tentativo di matrice Psichica di arrivare ad esser pneumatici ed immortali, tentativo che fallirà miseramente perché, anche ove la ridicola tecnologia psichica alla portata e alla comprensione umana dell’odierna élite tecnocratica e para-rituale, potrà mai arrivare, la sua natura consumistica, distruttiva ed esplosiva, finirà per consumare ogni cosa sul pianeta. Nulla che abbia bisogno di consumare fonti di energie esterne a se stessa è destinata a finire, a fallire, come il Sole che arde notte e giorno un giorno finirà.
Al contrario il Sole Nero arde perenne di una forza che mai si accende ne si spegne, è una forza energetica che si rinnova da se stessa, questo è il Sole dei veri pneumatici ed è un sole che non ha tempo e non ha spazio, un sole che arde e che si rigenera, alimentando in un ciclo ininterrotto risonanze e rigenerando anche la materia e lo spirito attraverso le tecniche occulte del Vrill.
Il Sole Nero essendo fuori dallo spazio-tempo può essere rintracciato all’interno di ogni atomo e in nessuno, si trova contemporaneamente in chi scrive e al centro nel cuore del pianeta terra, eppure, contemporaneamente non si trova in nessuno dei due luoghi, perché non è illusione, come ogni cosa all’interno di Maya, eppure si riflette in essa come la luna riflette il sole rosso, così i pneumatici e i fruitori del Vrill attraverso le loro anime riflettono ove c’e bisogno i raggi oscuri e risanatori del Sole Nero dello Swarze Sonne.


In conclusione al primo punto della settima ed ultima domanda, aggiungerei che l’odierno transumanesimo è un prodotto ed un effetto della mentalità psichica irradiata dalla classe dominante che non ha nulla a che fare con l’eugenetica, ne con altre idee che erano già una distorsione del puro ideale esoterico germanico.
Credo che se i nazisti avessero vinto la guerra e avessero potuto continuare alla luce del sole le loro esplorazioni scientifiche, avrebbero puntato molto sulla genetica e sulle para-psicologie ed avrebbero provato a costruire una nuova elite in carne ed ossa capace di vivere la propria esperienza in modo multidimensionale, generando il proprio corpo e la propria mente sino a periodi lunghissimi, ma non credo che avrebbero cercato l’immortalità artificiale in un mondo ed in un universo ontologicamente destinato alla fine, sarebbe folle non trovate?
Ringrazio ancora una volta MDD per avermi posto il primo punto della settima domanda perché mi permette di lambire territori spinosi e poco battuti della storia moderna e di quella contemporanea. Quindi seguendo la linea editoriale suggerita posso affermare che il retaggio nazista ha influenzato la società, non solo sotto il punto di vista tecnologico, che come abbiamo visto nel corso di questa intervista è stato ereditato e perseguito da potenze come gli Stati Uniti e la Russia, che forse sono diventati tali grazie ad esso, ma anche quello ideologico essoterico che in molti suoi aspetti, sicuramente quelli più nefasti, brutali e dozzinali, continua ad essere propagandato come uno dei principali caratteri di influenza delle politiche nazionali ed internazionali di diversi Stati e Paesi.
Il Reich millenario che sulla carta non ha mai capitolato, ha cessato fisicamente e geograficamente di esistere oltre mezzo secolo fa, il Reich spirituale mentale ed egregorico, nella sua essenza essoterica, non ha mai cessato di esistere e non essendo confinato nelle dimensioni di tempo e spazio è sopravvissuto in Sud America portato dai diversi nazisti che vi si sono rifugiati dopo la guerra, ed è sopravvissuto nei cuori di molti nazisti portati negli Stati Uniti e nelle loro opere, siano queste tecnologiche, politiche o l'effetto dell’espansionismo ed imperialismo statunitense, che sicuramente ha emulato esteriormente il Reich primeggiando a lungo su quasi tutti gli stati del mondo, non risparmiando però neanche le tante bassezze ed atrocità commesse dai nazisti in nome della razza e del progresso.
Sicuramente alcune delle politiche sioniste attuate o perpetrate dallo stato di Israele verso le minoranze etniche o in Palestina sono degne delle più brutali politiche naziste antisemite.
Quello che in molti però non sanno è che le connessioni tra sionisti e nazisti non sono solo metodologiche, bensì storiche.
Esiste una documentazione, della quale ne allegherò una parte alla famosa appendice documentale ed alla quale ho più volte rimandato i lettori nel corso dell’intervista, che dimostra, non solo che Hitler fu uno dei primi supporter dello Stato di Israele al punto da intervenire a favore di esso durante un assemblea della Società delle Nazioni, ma anche che molti sionisti erano in contatto con parti dall’elite nazista e che sapevano sin da subito cosa stava succedendo nei lager.
Quello che dirò adesso potrà anche sembrare assurdo, e forse nella sostanza lo è, tuttavia quando l’ho appreso per la prima volta non mi ha meravigliato più di tanto, mi riferisco al fatto che alcuni Fratelli semiti di stirpe e religione ebraica ortodossa, i quali si oppongono da generazioni al progetto sionista, mi dissero che esiste una piccola élite sionista che celebra Hitler come il Messia biblico, il quale, attraverso l’olocausto, etimologicamente Offerta ad un Dio tramite il fuoco, è stato in grado di riportare gli ebrei in Terra Santa, e di dar loro una propria nazione in attesa di ricostruire il tempio di Salomone e di regnare sul mondo intero.
Adesso su quanto di vero ci sia su questo gossip io non saprei dirlo, dico solo che da conoscitore della storia non scritta e della mente umana non mi sorprende affatto.
Per quanto riguarda invece i molti ebrei ortodossi che si oppongono da decenni al sionismo ed alle sue ideologie e politiche razziste e totalitarie, rimando i lettori interessati a cercare informazioni su Rabbi Davidov Weiss.
Riguardo invece ad alcune idiozie che circolano in rete riguardo certe somiglianze tra l’Isis o sedicente Stato Islamico ed i nazisti, credo che siano solo una miope visione superficiale e profana alimentata da un immaginario pubblico distorto e fuorviato dall’ignoranza di chi non conosce o fa finta di non conoscere svariati aspetti del fenomeno nazionalsocialista.
Personalmente, vedo il fenomeno Isis nella sua rozza forma essoterico fondamentalista molto simile al fenomeno delle crociate in cui ignoranti ferventi e infervorati per deficienza, per necessità o per profitto, combattevano una guerra santa in nome di Roma e del suo Dio in cambio di denari e della remissione dei peccati commettendo, più o meno, le stesse atrocità dei tagliagole islamici.
Tornando al tema della presente, sono innegabili le connessioni intercorse tra i nazisti ed alcune compagini islamiche in medio oriente, con Confraternite di retaggio dei veri sufi Hashishin ed Ismaeliti, per quanto riguarda l’esoterismo e la ricerca di alcune verità storiche taciute alle masse sulle quali stava indagando l’S. ‘. S. ‘. Ahnenerbe.
Con emirati e dinastie saudite, invece, i rapporti erano forse un po’ meno filosofici e diciamo più terreni e materialistici, forse dettati dalle politiche espansioniste del Reich millenario, dal bisogno militare di assicurarsi strategicamente degli amici in medio oriente con i quali fare affari anche per il petrolio, che, per quanto fosse considerato volgare e nefasto lo sfruttamento dei combustibili fossili, durante gli anni della Germania nazista, erano ancora fondamentali per l’autonomia industriale e per la vita civile. Detto questo, per parlare di taluni emirati o regni sauditi, dovrei per forza scoperchiare un vaso di pandora che preferisco tenere ben chiuso per il momento.
Concludendo qui la mia risposta al punto primo della settima ed ultima domanda, vorrei soltanto aggiungere che il fenomeno nazionalsocialista, nella sua più alta e pura ideologia spiritual filosofica, per lo più impenetrabile e incomprensibile per i profani o per gli iniziati di piccolo e medio cabotaggio, è stato prima di tutto un elitario sistema spirituale.
Il Reich millenario esiste tuttora su di un piano metafisico, archetipico ed egregorico, non essendo ormai più vincolato nel tempo e nello spazio della dimensione olografico materiale, questi esiste al di fuori di Maya, denso di conoscenze esoteriche, meccanismi occulti e permeato da influssi egregorici, elementari ed eonici. Per quanto Hitler e il cuore del partito si rivolgessero alle masse nelle quali hanno cercato consenso, o per quanto possa essere stato intriso di un nazionalismo esasperato, esaltato da un forte alone essoterico e da una corazza dozzinale e criminale, il cuore dell’ideologia e del misticismo nazista è stato e rimane per la natura arcaica ermetica, l’incarnazione materiale e terrena di un sistema iniziatico spirituale elitario che trovava nel sistema misterico magico delle S. ‘. S. ‘. la vera ed unica identità, effetto del sincretismo necessario per poter fondere con criterio le diverse correnti e sistemi esoterici caratteristici delle confraternite iniziatiche dalle quali si è via via distillato, non prima di averne assorbito conoscenze, tecniche e personalità.













Per quanto riguarda il secondo punto dell’ultima domanda proposto da MDD, credo di avervi già ampiamente risposto nel corso di tutta l’intervista, il nazismo ha plasmato, influenzato e condizionato gran parte dello sviluppo tecnologico dal dopoguerra ad oggi, le conoscenze maturate ed acquisite all’interno del sistema nazista durante i pochi anni in cui questo è esistito, in diversi campi da quello militare a quello farmaceutico, dall’aereonautico a quello scientifico, molte delle quali tuttora secretate, quindi ignote alle masse, hanno permesso all’uomo di andare nello spazio, enti come la NASA esistono grazie agli scienziati come Von Braun e alle conoscenze e tecnologie da questi acquisite e sperimentate nei laboratori delle S. ‘. S. ‘. . Per non parlare dei tanti progetti militari ad oggi molti dei quali ancora secretati, sviluppati negli Stati Uniti d’America in avamposti come White Sand, Groomlacke, area 51, dalle cui officine sono usciti parte dei dischi volanti che in principio furono di produzione nazista, alcuni dei quali alimentati attraverso fonti di energia alternative, sistemi a fusione fredda ed anti-materia, che sarebbero poi una delle cause che hanno dato il via al covered up ed alla disinformazione sugli UFO, voluta proprio da quelle multinazionali già impegnate prima e dopo la seconda guerra mondiale nella produzione e nello sviluppo di sistemi meccanici, dipendenti dai combustibili fossili e dalla regola del profitto sopra ogni cosa.
Sono più di cento anni che qualsiasi scienziato che abbia ideato, creato sistemi per produrre energia pulita, anziché riscuotere riconoscimenti o consensi, abbia finito per imbattersi nell’opera divenuta ormai cospirazione di quegli stessi gruppi di potere ed interesse cui accennavo prima, gran parte dei quali legati a doppio filo con apparati di Intelligence privati e statali, i quali legittimano le loro azioni in nome della sicurezza nazionale, calando su ogni nuova o vecchia scoperta in tema energetico il drappo nero del segreto di Stato o militare.



Un tristissimo esempio delle politiche, dei sistemi machiavellici e dei modi criminali perpetrati da multinazionali e gruppi di potere che da oltre un secolo concorrono affinché l’umanità tutta non possa mai usufruire di tecnologie in grado di risolvere il problema energetici del pianeta, condannato ad essere una discarica abitata da schiavi e servi della gleba, forse il caso più rappresentativo, è quello di Nikola Tesla, una mente geniale, un libero pensatore, uno scienziato, un sognatore dotato dell’immaginazione libera dell’artista, al quale, come umanità del ventunesimo secolo, dobbiamo scoperte accademiche e rivoluzionarie come quella della corrente elettrica alternata o della bobina di Tesla, usata in diverse dimostrazioni ed esperimenti, principio della tecnologia wireless.
Queste sono solo alcune tra le scoperte scientifiche portate a termine da Nikola Tesla, molte altre, sicuramente quelle più sensazionali e dalle controverse implicazioni, come spesso accade in certi casi, sono state confiscate al momento della morte dello scienziato, avvenuta a New York nel 43. Caratteristici uomini, in compagnia della polizia statale già intervenuta sul luogo della tragedia, confiscarono tutto il materiale prodotto da Tesla durante gli ultimi dieci/quindici anni, nel quale erano contenute idee, intuizioni ed ipotesi molto avanzate per gli Stati Uniti d’America in piena guerra.
Ci sono davvero tantissimi esempi di uomini o donne di conoscenza, che in diversi periodi storici hanno finito per pagare con la propria vita l’intelligenza e lo spessore che li contraddistingueva, insieme al coraggio che gli permetteva e gli ha sempre permesso di parlare quando tutti stanno in silenzio, seguendo sempre la propria vera volontà, le proprie idee ed i propri ideali, incuranti delle minacce, delle sofferenze e dei tabù.
Tra questi illuminati, naturalmente, di tanto in tanto, nelle pieghe della storia non scritta si può facilmente rintracciare la Luce Nera che arde ed irradia dal centro verso l’esterno, emanata dalle azioni e dalle esperienze personali di ciascuno di essi, grazie alle quali ciclicamente l’attuale umanità riceve quell’intuizione geniale che le permette, tanto al singolo quanto alla collettività, di trascendere e superare i vari archetipi necessari all’emancipazione degli stessi dalla dimensione esperienziale materiale olografica di Maya.


Mi fermo qui, credo questa volta di aver messo troppa carne al fuoco, per cui continuo a svolgere gli ultimi punti della settima domanda.
Senza ombra di dubbio, tanto ancora deve essere scritto e o rivelato in materia storico sociale antropologico culturale riguardo al fenomeno nazionalsocialista e alla sua breve ma intensa durata. Come ho più volte sottolineato in questa intervista, le avanguardie dei Servizi Segreti, della NASA, delle multinazionali militari, farmaceutiche, industriali e scientifiche, sono i principali eredi di certi saperi e conoscenze fatte proprie dal nazismo, che nella sua più intima dimensione esoterica ha riscoperto, raffinato e talvolta sublimato tutte quelle tecniche appartenenti alla Tecno-magia.
Sono le multinazionali ed i gruppi di potere sovranazionali di matrice psichica, iniziatici, parainiziatici o persino pseudo iniziatici, a detenere oggi il vero potere sulla terra, possiedono il potere economico, quello scaturito dalla conoscenza in genere, sia esoterica, mistica che accademica, gli appartengono le chiavi della finanza internazionale con le sue leggi para-alchemiche e gli algoritmi che in pochissimi riescono a comprendere e che, comunque vada l’andamento dei mercati, finiscono sempre per versarsi nelle tasche di questo auto-proclamatosi governo ombra del mondo moderno e contemporaneo.
Soprattutto essi possiedono molte delle tecnologie di origine tecno-magica, tenute segrete per poter mantenere vantaggio strategico su eventuali nemici, per poter mantenere lo status quo di un' economia basata sui combustibili fossili e per poterle usare nelle Black OP, sperimentazioni di vario tipo, ove in caso qualcosa dovesse emergere ed arrivare all’attenzione della pubblica opinione, un eventuale alibi alieno è sempre la migliore soluzione.
Non volendo approfondire oltre lo spinoso argomento delle sperimentazioni illegali su cavie umane perpetrati da oltre settant’anni da apparati militari governativi segreti, organismi paramilitari privati in combutta con sezioni segrete dei vari settori sviluppo e ricerca delle grandi multinazionali, soprattutto operanti negli ambiti farmaceutici, militari, chimici, genetici, aereo spaziali, avvalendosi spesso del supporto tecnico operativo di quelle squadre private alle quali sono in uso le famose aereo navi tecno-magiche, mi riprometto di tornarci un giorno in altra sede, magari attraverso la pubblicazione di un libro dedicato.




L’ultimo punto della settima ed ultima domanda proposto da MDD suona così: "Il mondo che ha plasmato il WEB, i Social ed i media, segue questa ottica manipolatoria inscrivibile ad una certa mentalità sovrastrutturale?"
Rispondere si o no senza argomentare la mia tesi equivarrebbe a sputare una sentenza che potrebbe solo essere accettata o respinta dai lettori come vera o come falsa, senza arricchire neanche di una virgola la prospettiva e le conoscenze di ogni lettore, e questo esula dall'intento che mi ha spinto a rilasciare questa od altre interviste, o ad intervenire pubblicamente su alcuni temi ed argomenti.
D'altra parte rispondere a quest’ultimo punto in modo chiaro, esaustivo e senza alcuna possibilità di fraintendimenti o di generare o alimentare nuove o vecchie teorie cospirative, mi limiterò a delineare un generico ma coerente e veritiero quadro sull’argomento.
I media si sono sviluppati su due linee guida, una è certamente quella propagandistica attuata dai vari governi degli stati nazionali sin dai tempi del conflitto mondiale, in cui la propaganda radiofonica o quella messa in scena nei cine-giornali aveva l’obiettivo di informare le masse su eventi di cronaca o politica internazionale e contemporaneamente di formare nelle masse un pensiero unico, spesso giocando sui sentimenti contrastanti di amore ed odio generati dalle crude immagini di guerra e dal sogno di vittoria e rivincita sentito dagli spettatori, possibile grazie anche alle musiche, ai commenti e all'eventuale montaggio delle immagini.
Un'altra linea guida sulla quale è stato costruito il mondo dei media è senza ombra di dubbio quella pubblicitaria, attraverso la quale, chi la gestisce utilizza gli stessi con la finalità di creare nelle masse il bisogno consumistico di un bene o di un prodotto.
Così sin dai primi anni delle trasmissioni televisive, gli spot pubblicitari avevano il compito di informare i telespettatori sui vari prodotti reperibili in commercio, contemporaneamente, le varie réclame avevano ed hanno tuttora il compito di formare nello spettatore il desiderio e la falsa volontà di acquistare e scegliere un prodotto, un marchio anziché un altro.
Sin da subito sono stati utilizzati mezzi di persuasione sottili ma efficaci basati sulla PNL, sull’uso della geometria sacra, sulla conoscenza di tecniche subliminali e di concetti esoterici, i quali da conoscenze segrete ed elitarie finirono per alimentare le varie branche tecno-magiche o parapsicologiche, che finirono, a partire dal secondo dopoguerra, per esser considerate come è giusto che fosse, materie scientifiche a tutti gli effetti.
Come dico sempre, non esiste alcuna differenza tra la vera Magia e la Scienza, se non che la prima altro non è che scienza elitaria conosciuta da pochi e compresa da quasi nessuno, la seconda, di conseguenza altro non è se non magia essoterica ormai riconosciuta ed accettata da tutti come scienza.
Con il progresso tecnologico i media, arricchitisi di nuovi sistemi tecnologici e supporti interattivi da mezzo unidirezionale, attraverso cui il potere nazionale o i poteri commerciali inviavano attivamente comandi alle masse che passivamente li ricevevano interiorizzandoli, si traducevano in azioni, come semi piantati nelle menti, germogli che divenivano idee ben radicate nelle singole persone, sono divenuti un mezzo interattivo attraverso cui scambiare informazioni o reperire informazioni sui singoli come sulle collettività.
Ad oggi i media costituiscono non solo un mezzo di propaganda, di informazione – formazione , bensì un complesso ed intricato sistema interattivo al quale ogni singolo è connesso ed attraverso il quale costantemente cede e riceve informazioni in un flusso ininterrotto di byte e terabyte, i quali ad oggi costituiscono un qualcosa di molto simile ad un universo virtuale.
Dal momento che Noi Iniziati a certe correnti esoterico spirituali, consideriamo anche il nostro universo di esperienza come olografico, le implicazioni che potrebbero scaturire da tutto ciò sono da una parte inquietanti, da un'altra molto interessanti e suggeriscono, al vaglio di un occhio illuminato come di fatto l'essere umano o la parte divina che attraverso alcuni di essi partecipa all'esperienza creativa e creatrice del ciclo di morte e rinascita caratterizzante la nostra dimensione di esistenza, come questa non possa non ripetere l'atto creativo che si trova alla base della nascita dello psicodramma o multidimensionale simulazione mentale che noi chiamiamo universo.
Non voglio entrare nel merito di questioni quali la psicotica ed orwelliana, se non la capillare rete di osservazione e controllo del singolo attuata attraverso l'istallazione e la dotazione di telecamere micro camere e microfoni ovunque, in qualsiasi oggetto di uso quotidiano, a sua volta costantemente interconnesso alla rete internet attraverso sistemi Wi-Fi , Bluetooth e porte USB, dalla quale tecnici e operatori statali e privati monitorizzano ogni conversazione, azione e materiale scambiato con altri, perché ormai il concetto di privacy è divenuto un utopico ricordo.
Mail, SMS, social network sono tutti canali astutamente creati, dati gratuitamente in uso alle persone con il proposito di renderli fruibili più o meno a tutti, con il proposito di raccogliere più informazioni possibili sui singoli come sulle compagini, persino sulle multinazionali.


La vera moneta del mondo contemporaneo e prossimo futuro è costituita dalle informazioni, in un periodo storico in cui ormai la valuta cartacea non ha nessun valore intrinseco ed inoltre è in triste via di estinzione con i sempre più usati sistemi di pagamento digitale ed interattivo.
Quello che si delinea all’orizzonte è un mondo sempre più dipendente dall'energia elettrica, un mondo in cui non esiste privacy e dove la tecnologia renderà presto l'essere umano obsoleto, persino per vivere l'esperienza stessa di vita vissuta, che sarà presto rimpiazzata da una realtà di esperienza virtuale attraverso cui partecipare non partecipandovi affatto.
Le normali e banali esperienze della vita di tutti giorni saranno vivibili restando stesi sul letto di casa, partecipando così a dei surrogati esperienziali che potranno sempre essere controllati e monitorati da remoto da chiunque possieda le chiavi elettroniche per poterlo fare, macchine costruiranno altre macchine e cureranno persino gli esseri umani, i quali disimpareranno a fare qualsiasi cosa, a costruire qualsiasi cosa, saranno del tutto dipendenti, controllati e mossi da chi controllerà le macchine e questa nuova dimensione digitale di esperienza.
Un nuovo universo è stato creato all’interno del nostro universo, o se volete un'altra dimensione vi è stata aggiunta, noi come specie umana ne siamo i creatori, ma presto potremmo divenirne paradossalmente creature, questo potrebbe avvenire se alcune idee transumaniste trovassero consensi e volontà che potrebbero tradurle in dati di fatto.
A questo punto l’integrazione della mente umana in un universo virtuale genererebbe degli avatar non tanto diversi dall’attuale essere umano che sperimenta se stesso nel nostro universo di esperienza, i quali sarebbero necessari all'utente umano per potersi muovere all’interno del nuovo universo olografico, probabilmente con il tempo o a causa di un qualche evento di natura ignota, essi potrebbero perdere del tutto la memoria e la concezione di se stessi come esseri umani, restando così intrappolati nell’universo virtuale senza alcuna conoscenza di se stessi, su dove andare e da dove ciascuno proviene.

Tutto questo ricorderà forse qualcosa ai lettori più attenti, è la storia che si ripete, lo psicodramma di un creatore che diventa creatura di se stesso e resta intrappolato nella sua stessa creazione senza averne la benché minima idea.
Anche la libertà scaturente da sistemi come internet è illusoria e sibillina, abbiamo un mondo, si interconnesso e dove le informazioni sono sicuramente condivise e rese accessibili a chiunque, ma dove, proprio per la sua ontologica liberalità è sempre più difficile dividere il grano dall'olio e per poter stabilire la qualità e la veridicità di una conoscenza o di un informazione si deve inverosimilmente già essere in possesso della stessa o degli elementi per riconoscerne la veridicità. Insomma cari amici, Fratelli o Sorelle che state leggendo queste mie parole, vi invito seriamente a riflettere sul mondo che vi circonda e sulle implicazioni che tutto questo può avere in un futuro relativamente prossimo sulla vita delle generazioni future.
Come ho potuto più volte sottolineare anche in passato, esistono dalla notte dei tempi piccole e grandi cospirazioni, progetti perseguiti in epoche e luoghi diversi da personalità e compagini diverse, mosse da intenti e finalità differenti. Alcune di queste cospirazioni hanno influito maggiormente sulla storia dell’uomo, quella con la S maiuscola, talvolta, purtroppo, non solo cambiando il corso degli eventi, ma arrivando a cancellare distorcere o riscrivere le preziose cronache di eventi molto remoti, con l'intento di privare gli esseri umani della conoscenza in genere, del proprio passato, della memoria collettiva di specie, formando così nel giro di qualche generazione, individui ignoranti, privi di identità e di personalità, incapaci di avere scopi od obiettivi che esulino dal soddisfacimento dei propri bisogni primari.
Le cospirazioni sono quindi parte della storia e del comportamento umano, da quelle piccole a quelle immense, il modello cospirativo corrisponde a determinati pattern comportamentali, ciò nonostante, queste pare esser mosse e progettate solo da un numero circoscritto di individui, e se il modello cospirativo lo richiede, cercheranno in gruppi più numerosi o persino nelle masse che non saranno mai messe interamente al corrente sui veri scopi ed intenti finali, ma piuttosto verranno aizzati e sobillati sapientemente fino a che agiranno negli interessi dei cospiratori che dovranno sempre fare attenzione a non rivelare se stessi ed i propri progetti.


Durante i miei interventi pubblici ho sempre fortemente respinto la ridicola e semplicistica teoria cospirazionista, per cui da tempo immemore un solo gruppo si persone, tramandandosi di generazione in generazione gli obbiettivi machiavellici, starebbe cospirando ai danni dell'intera umanità con l’obiettivo finale di creare un governò globale di stampo totalitario sotto la cui bandiera interi popoli saranno prima decimati poi ridotti in schiavitù.
Sorvolando su quanto possa essere puerile tale teoria agli occhi di chi come me, conosce la Storia, soprattutto quella non scritta sui libri accademici, bensì rintracciabile tra le pieghe degli eventi, visibile solo da chi è in grado di vedere, la ritengo altresì offensiva per l'intero genere umano, soprattutto per quelle masse alle quali si rivolgono i teorici del complotto e della sciagura e di cui essi stessi sono parte.
Innanzitutto, tutti quegli elementi che vengono fatti rientrare tra le prove di assurda cospirazione, sono tutti di pubblico dominio e persino coloro che vengono identificati quali le menti del progetto in questione, quelli che per i teorici del complotto sarebbero senza ombra di dubbio i massimi colpevoli, spesso nei loro interventi pubblici, dichiarano apertamente e talvolta senza tanti giri di parole, quelli che sono i loro obiettivi, ed anche quando dalle parole passano ai fatti, ratificando trattati, imponendo tasse e logiche a dir poco antidemocratiche, lo fanno pubblicamente.
A questo punto una riflessione si impone spontanea, quasi tutti i teorici del complotto imputerebbero come è vero sia stato, che la maggior parte dei grandi eventi storici che hanno radicalmente cambiato la società occidentale, da quella feudale a quella democratica, sarebbero, come sono stati, progetti di pochi iniziati con l'aiuto di avanguardie popolari, attraverso rivoluzioni e moti, come la stessa rivoluzione francese, quella bolscevica, sino a giungere all’Unità di Italia, quando il popolo italiano è stato liberato dal giogo folle e illiberale delle monarchie di sangue e della chiesa cattolica romana, mentre Noi iniziati, come anche ormai diversi accademici, sappiamo che le masse sono state solo il motore necessario di tali cospirazioni, le quali non sono state ai danni del popolo, bensì a suo diffuso beneficio.
Analizzando i vari eventi contemporanei, come le rivoluzioni definite primavera araba, o quelle scoppiate in Ucraina, evidenziano lo stesso quadro in cui le masse si muovono solo se aizzate e sobillate, ugualmente, piccole e grandi ingiustizie avvengono quasi tutti i giorni davanti agli occhi chiusi delle persone, compresi tutti i provvedimenti antidemocratici ed illiberali che progressivamente di fatto stanno da tempo togliendo ai democratici popoli europei e statunitensi diritti e libertà che dovrebbero essere inalienabili, e più che lamentarsi o gridare alla sciagura, le tristi masse iliche, nulla fanno e nulla muovono. Invito tutti i lettori, soprattutto quelli dotati di pneuma o di fine intelletto a meditare su quest’ultimo raccapricciante aspetto della questione.
A quanto pare, mai hanno fatto nulla di propria spontanea volontà per migliorare la propria confusione di vita, senza una guida, qualcuno che li pungoli ed aizzi sono ontologicamente incapaci di organizzarsi, di progettare una vita migliore e di lottare per un futuro migliore.
A questo punto se volgiamo lo sguardo al passato, vediamo che le masse mai nulla hanno fatto per affrancarsi dalla condizione di schiavi o servi della gleba, mai hanno lottato per un mondo migliore e sono solo state capaci, come cani sguaiati ad abbaiare e ringhiare contro chiunque il padrone del momento ritenesse opportuno, li troviamo ai tempi di Roma che urlano e lanciano pietre contro qualche condannato a morte, li ritroviamo ad Alessandria al seguito di qualche decerebrato ignorante auto proclamatosi cristiano intento a distruggere, saccheggiare ed incendiare un patrimonio culturale e conoscitivo senza pari, dopo qualche secolo di mediocre miseria, eccoli di nuovo urlanti, maldicenti e infervorati intorno ai falò umani della santa inquisizione, li ritroviamo ancora una volta mossi da mani in guanti bianchi durante la rivoluzione francese, durante l’Unità d'Italia o la guerra di secessione americana, sono sempre intenti ad obbedire a danneggiare e distruggere.
Anche quando hanno ottenuto dei diritti che ne fanno persone a tutti gli effetti, questi sembrano neanche essersi accorti della differenza, ma anno dopo anno, ciò che era un privilegio poco o per nulla compreso e apprezzato, con i decenni è divenuto per essi uno stato di fatto e così, li ritroviamo ancora oggi, che tra una partita di calcio e una sit-commedy in TV commentano di tanto in tanto la propria triste vita o le varie ingiustizie che giorno dopo giorno avvengono sotto gli occhi di tutti, senza mai fare nulla per cambiare le cose, senza mai esser davvero parte attiva della propria grigia esistenza.
Esorto ancora una volta tutti i lettori a meditare sull’argomento, le prime vittime delle cospirazioni piccole e grandi di ogni epoca sono i carnefici di se stessi, innanzitutto perché la loro ignavia ed inettitudine consacra il potere e le sue turpi azioni, reazioni, conseguenza di un'inazione che diventa complicità. In ultima istanza, il potere di ogni epoca e latitudine ha bisogno di consensi e supporto, le persone non si rendono conto che ogni impero, regno, Stato o potenza, governato da una ristretta elite di persone, per controllare, soggiogare le masse ha bisogno di una forza lavoro, di una manodopera la quale è costituita dalle medesime persone, le quali se un giorno smettessero di supportare il sistema di governo questi cesserebbe di esistere all'istante.

Mi fermo qui, conosco le masse per quello che sono e so che mai cambieranno, questi preferiscono aspettare un messia che li salvi a buon mercato piuttosto che salvare se stessi dalla loro stessa ontologica mediocrità, i miei antenati, i patrizi romani li chiamavano Cave Canem, e con questo chiudo la mia intervista, ringraziando MDD che mi ha dato l’opportunità di portare la mia parola, ove abitualmente questa non arriva, saluto altresì triplicemente i Fratelli e le Sorelle che come me camminano all'ombra del labirinto.
Aum -Ah !




FINE TERZA PARTE
NB: Il contenuto di questa intervista è di proprietà intellettuale dell’autore del blog ”Maestro di Dietrologia” in qualità di intervistatore ed editore della stessa, e di Francesco Raum, in qualità di intervistato. Per tanto se ne diffida la riproduzione, integrale o parziale non autorizzata.
Per l’autorizzazione alla riproduzione integrale o parziale, fare richiesta all’autore del blog ”Maestro di Dietrologia”, il quale si impegnerà, previa consultazione con l’intervistato (Francesco Raum) a dare tempestiva risposta. Le immagini sono state gentilmente reperite, selezionate ed inserite dallo stesso intervistato. Le opinioni presenti nell’intervista, sono frutto del punto di vista personale dell’intervistato, e non rispecchiano le idee e i punti di vista dell’autore del blog, tanto meno di quella di tutti i membri delle Confraternite o Ordini citati.